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Reggina, il dirigente Praticò: “Non ci fanno allenare al S.Agata. Fatta richiesta ufficiale”

“La mia memoria calcistica non mi permette di ricordare una cosa del genere. Tre rigori, di cui due inesistenti,  e un’espulsione dopo dieci minuti è una cosa che non si è mai vista. Abbiamo già preparato un filmato, anche perchè a noi, invece, manca un tiro dagli undici metri”.

Ai microfoni di Radio Antenna Febea lo ha detto Giuseppe Praticò, dirigente dell’Asd Reggio Calabria.

“Non credo che la situazione ambientale abbia influito. Allo stadio forse c’erano più reggini. Questo direttore di gara è notoriamente un fischietto casalingo”. E, a proposito, di stadi di casa arriva la rivelazione: “Tanta gente sta facendo abbonamenti dall’estero, ma non verrà allo stadio. E’ una libera contribuzione, una voglia di sostenere il nostro progetto. Stiamo pensando a tante iniziative compatibilmente con tutti gli adempimenti necessari, Siamo partiti con dei prezzi bassi. I bambini fino a 10 anni entrano gratis.”.

La squadra senza strutture a Reggio, continua ad allenarsi tra Cittanova e Polistena, con i costi maggiorati dal dover far risiedere i calciatori in albergo. Diversi i problemi organizzativi.

“Domenica il terreno di gioco del Granillo (leggi qui la notizia)  non sarà in condizioni perfette, ma si sta lavorando – prosegue Praticò – per far si che per l’esordio tra le mura amiche sia accettabile.  Abbiamo bisogno di campi per allenarci e ci stiamo muovendo in maniera ufficiale per avere disponibilità di alcuni campi del S.Agata, come ci è stato suggerito dalle istituzioni.  Abbiamo chiesto anche all’attuale società che lo gestisce (il terreno è della Provincia, ndr), ossia la vecchia Reggina Calcio, ma ci è stato detto che non c’è questa possibilità. Eravamo al loro fianco per cercare di salvare quella Reggina per preservare quel parco calciatori, l’impiantistica e il professionismo. Non è stato possibile per una serie di motivi. Oggi non ricevere un’apertura neanche di un campo su cinque presenti ci lascia l’amaro in bocca anche dal punto di vista personale. Per circa un mese abbiamo abbandonato le nostre aziende, perchè io, mio padre e Fortunato Martino abbiamo lavorato notte e giorno per evitare la mancata iscrizione”.

“Siamo partiti il 4 agosto – afferma Praticò – e ci siamo presi da subito degli impegni onerosi.  Abbiamo versato trecentomila euro per assicurarci l’iscrizione alla Serie D e ora stiamo lavorando per ottenere il miglior risultato possibile. Le difficoltà possono dipendere anche da questioni non tecniche”.