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Reggina,il dilettantismo presentato dall’arbitro. A Reggio però non c’è spazio…

di Pasquale De Marte – La Reggina riceve il biglietto da visita del dilettantismo dall’arbitro Stefano Fusco di Brindisi che si erge a protagonista per aver concesso un rigore ai limiti del grottesco ai padroni di casa dopo neanche dieci minuti di gioco.

E’ la mediocrità della direzione della gara (qui la cronaca) il dato saliente dell’esordio in campionato della neonata ASD Reggio Calabria che torna da Aversa con le pive nel sacco e una profonda rabbia derivante dal fatto che con maggiore  fortuna e forse attenzione si sarebbe potuto ottenere di più.

Che la Serie D non sarebbe stata una passeggiata era un dato conosciuto, che si tratterà di un inferno adesso è decisamente chiaro.

Basta un episodio per far saltare i nervi, ritrovarsi in dieci e arrendersi ad un avversario messo alle strette anche in inferiorità numerica.  La casella dei punti in classifica resta ferma a zero, ma pensare con ottimismo è un dovere, oltre che un obbligo dettato dalle attenuanti.

In campo è andata una squadra costruita in meno di venti giorni, con tanti calciatori arrivati nell’ultima settimana  Una rosa fatta di buone individualità che non ha disputato neanche un’amichevole attendibile per verificare i meccanismi e che contro una squadra come l’Aversa Normanna, reduce dalla retrocessione dalla Lega Pro e non certamente l’ultima arrivata, ha dimostrato di avere risorse importanti, addirittura superiori a quelle di una contendente che avuto un margine temporale molto più ampio per preparare l’esordio.

Giocatori come Maesano, Lavrendi e Arena hanno già fatto capire  di valere i livelli più alti della categoria, sebbene come affermato da Martino (leggi qui) il corso degli eventi non ha permesso di poter trarre indicazioni oggettive in vista dell’ultima fase del calciomercato.

Restare in dieci per quasi tutta la partita fa si che molte valutazioni vengano rimandate alle prossime uscite, perchè questo non può essere il tempo delle analisi profonde.

C’è da migliorare ma intanto ci si può godere una buona condizione fisica destinata a crescere, così come l’intesa tra i calciatori.

Ma i problemi per la Reggina non riguardano il campo, dove la sensazione attuale è che il miglioramento possa essere fisiologico.  Da martedì la squadra non potrà tornare ad allenarsi a Reggio, per mancanza di strutture e resterà a Cittanova dove si è svolto il ritiro precampionato.

La città ha problemi più grandi di quelli riguardanti il calcio giocato e pensare che la squadra più rappresentativa non riesca a trovare uno spazio dove potersi allenare è la cartina di tornasole che quasi nulla va per il verso giusto.

Si resta, dunque, sulla Piana con un gravoso dispendio economico per la società che sarà obbligata a trattenere i calciatori in ritiro.

I dirigenti si aspettano un aiuto concreto delle istituzioni affinché possa essere trovata una soluzione , dato che nelle prossime ore verrà presentato il progetto relativo al settore giovanile.

Reggina, ko in 10 dopo dieci minuti e con tre rigori contro. Vince l’Aversa (3-1)