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Reggina – La storia riparte da Aversa. Cozza se la gioca col tridente

di Pasquale De Marte-  Benvenuta Serie D.  Si fa per dire. O forse no, dato che l’Eccellenza o un anno senza calcio avrebbe rappresentato un destino oggettivamente peggiore.

Si scrive Asd Reggio Calabria, si legge Reggina.  O, almeno, sicuramente, così si leggerà su Strill.it dato che, per una volta, il buonsenso autorizza a superare la burocrazia che per un anno darà ai colori amaranto un nome diverso da quello storico.

Nessun dramma. E’ già successo a Salerno e Firenze e in altre città dove il dato era mascherato dal fatto che il nome del club corrispondesse a quello della città (Robur Siena, Napoli Soccer).

A Foti si contestava di aver cancellato, per un periodo,  il 1914 a favore del 1986 come anno di fondazione, adesso si rischia di fare lo stesso negando la continuità ultracentenaria della passione calcistica della città che non passa per la denominazione sociale ma per oltre un secolo di trasferte oceaniche in nome di un senso di appartenenza tramandato di padre in figlio, in barba ad un calcio tramutatosi in show business e venduto sull’altare delle pay-tv .

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Si riparte da quel 30 maggio a Messina  e da quell’esplosione di gioia che non è stata vana.  E’ servita a riaccendere la passione dei tifosi amaranto con un trionfo che nessuna mancata iscrizione  potrà cancellare e ha permesso, regole e  trecentomila euro alla mano,  alla nuova società di muovere i primi passi dal massimo campionato dilettantistico, ad un solo  passo dal professionismo.

Un traguardo minimo che la città spera di ritrovare a breve, ma che non rappresenta un risultato semplice o dovuto. La concorrenza è agguerrita, il blasone non serve a niente e uno stadio enorme per la categoria come il Granillo può essere meno “fattore campo” di piccoli campetti di periferia che si annunciano infuocati.

“Una società col ciuccietto” . L’ha definita così Mimmo Praticò e qualche peccato in organizzazione l’ha già manifestato dato che la squadra si presenterà alla prima di campionato senza aver disputato neanche un’amichevole attendibile, ma gli va dato il tempo di crescere e i bonus sono tantissimi. Per ora c’è solo da stringere la mano ad un gruppo di imprenditori che ha costruito una squadra importante per la categoria con un notevole sacrificio economico e nonostante da subito fossero già presenti all’orizzonte svariati problemi di ordine gestionale (strutture d’allenamento in primis).

Si va ad Aversa contro un avversario reduce da una retrocessione dalla Lega Pro.  Cozza se la gioca col 4-3-3 e deve fare a meno degli squalificati D’Ambrosio  a centrocampo e Mautone in difesa.

In porta, per ragioni anagrafiche, il favorito sembra l’ultimo arrivato Ventrella.  L’ex barese è un ’96 e permetterebbe di occupare una delle quattro caselle riservate agli under a discapito del ’95 Licastro.     Il ’95, in campo, invece dovrebbe essere Dentice.  Il terzino, reduce da un campionato trionfale con l’Akragas, dovrebbe essere agire a sinistra,  con l’altro giovane Maesano (’96) sulla corsia opposta.

In lizza per una maglia anche Carrozza (’99) che, nonostante la giovanissima età, potrebbe giocare a sinistra con Dentice a destra.

Al centro l’esperienza di D’Angelo e Corso, adattato in difesa e  favorito su uno degli ultimi arrivati Brunetti.

Roselli guiderà il centrocampo agendo da regista, con Lavrendi e uno tra Meduri e Mangiola, con il primo che appare in vantaggio per una maglia da titolare. Entrambi sono nati nel 1997 e rappresenteranno il quarto under.

Tridente composto, invece, da Arena, Tiboni e Zampaglione.

Fischio d’inizio alle ore 15 di domenica. Come ai vecchi tempi,  che ci si augura tornino presto.

 

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