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Reggina, Martino: “Scappiamo via da questa categoria.Ma dobbiamo essere pronti”.

“Dobbiamo scappare prima possibile da questo inferno calcistico. Dobbiamo farlo riuscendo a costruire una struttura che sia pronta a sbarcare nel professionismo.  Bisogna arrivarci con la forza finanziaria, con le risorse tecniche ed organizzative consone ad una società importante come la Reggina”.

Lo ha detto il direttore generale della Reggina Gabriele Martino, ospite della trasmissione Talk Sport in onda su Radio Antenna Febea.  Gli amaranto, tuttavia, non hanno un budget superiore alla concorrenza, ma il dato non sempre spaventare il navigato dirigente: “Il denaro è importante. Ma in Italia sanno che abbiamo fatto la Serie A con la forza delle idee e senza soldi. E’ una città di conflitti e di passioni, ma che riesce a far gol anche attraverso il pubblico che spero ci stia vicino”

Si è passato poi all’analisi dell’aspetto tecnico della rosa amaranto:”Nel momento in cui mi è stato affidato l’incarico, sapevo già  che erano state fatte delle scelte. Va dato atto a Cozza, ai suoi collaboratori e ai ragazzi del grande impegno che hanno messo in questa prima fase di attività. Il programma di lavoro procede con serietà e programmazione.  Il mio lavoro è stato quello di completare un organico attraverso l’arrivo di giocatori come Venetrella, giunti a Reggio grazie all’attenzione che ha avuto Paparesta nei confronti della nostra società.  Brunetti solo due stagioni fa era titolare nella Primavera del Chievo campione d’Italia. Questo mi fa capire che la società ha patrimonio su sui lavorare. L’organico va completato e non sarà facile, grazie all’ausilio di under soprattutto a centrocampo. Non abbiamo fretta, ma speriamo di farlo entro il 16 settembre, giorno di chiusura di questa finestra di calciomercato.  Tuttavia, nella lista degli svincolati si possono reperire buoni elementi che sperano fino alla fine di essere ingaggiati in Lega Pro.  Spesso hanno, però stipendi, al di fuori della nostra portata e delle nostre intenzioni”.

“Dobbiamo stare attenti – prosegue – perchè questo è un campionato privo di introiti e non credo ci siano imprenditori che abbiano voglia di buttare i loro soldi. Sarebbe opportuno che tutti gli organi della legalità diano le attenzioni giuste a questo torneo. Noi dobbiamo tornare il nostro contributo affinché si abbia un dilettantismo più pulito”

E su Cozza: “Deve ancora trovare un’identità precisa come allenatore. Ciccio ha un futuro importante dal punto di vista tecnico, lo credo fermamente. Questi primi giorni sono serviti per verificare su di me alcune cose. Ad esempio volevo vedere come mi sarei posto nei suoi confronti, giusto per vedere se il rapporto umano importante mi portava a vedere il mister in un’ottica diversa.  Tra di noi c’è stata da subito grande spirito di collaborazione, perchè Cozza ha esperienza sia come giocatore che come allenatore. Ero a Milano e ho apprezzato tantissimo che nel corso della mattina mi abbia sentito per relazionarmi della sua attività sul campo e per avere novità dalle trattative”.

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