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Reggina, è Serie D. Ora nuovi soci, ds, allenatore e strutture

di Pasquale De Marte – L’avventura della Reggina nel campionato di Serie D è partita. L’ufficialità è solo una formalità che arriverà forse a giorni per via di alcuni dettagli burocratici che la Federazione dovrà definire , ma  il presidente Tavecchio in un colloquio con Mimmo Praticò ha assicurato che tutte le carte sono in regola.

Il Consiglio Federale ha accolto la richiesta di ammissione al massimo campionato dilettantistico presentata dalla cordata di imprenditori e dal sindaco che, facendo leva sul bacino d’utenza della città, sono riusciti a scongiurare la ripartenza dall’Eccellenza o da una categoria inferiore dopo la cancellazione della precedente espressione societaria della massima realtà calcistica cittadina.

Da oggi si può programmare il futuro con certezza.

L’investimento da trecentocinquantamila euro (trecentomila a fondo perduto per l’ammissione alla D già versati, trentunomila di fideiussione e diciannovemila di iscrizione entro il 10 agosto) sono stati il primo passo concreto con cui Mimmo Praticò e il gruppo di imprenditori coinvolti hanno deciso di investire nel calcio reggino.

Il tempo stringe e ci sono vari aspetti da risolvere riuscendo a non farsi trarre in inganno dalla frenesia.

A breve e, con l’iscrizione al campionato, potrebbero delinearsi all’orizzonte nuovi potenziali soci che potrebbero affiancare quelli già presenti in modo da poter dare vigore economico ad una squadra che ha bisogno di garantirsi un campionato di buon livello e un futuro a lunga gittata. E, in tal senso, filtrano indiscrezioni secondo cui qualcosa potrebbe essersi mossa nelle ultime ore.

Ulteriore spinta economica la società se l’aspetta dalla campagna abbonamenti a prezzi popolari che si augurano possa suscitare grande senso di appartenenza, dopo anni in cui molti sostenitori, in disaccordo con la precedente gestione, avevano disertato il Granillo.

L’altro fronte è rappresentato dall’aspetto sportivo.  Sembrerebbe scontata, salvo colpi di scena,  l’investitura di Massimo Mariotto.  L’ex capitano riabbraccerebbe la Reggina e avrebbe in mano le chiavi dell’intera gestione tecnica della squadra, dato che la società delegherà l’aspetto sportivo ad un uomo di calcio e con esperienza nel settore.  Toccherà probabilmente a lui scegliere l’allenatore e poi  i giocatori che indosseranno la maglia amaranto.  Il compito sarà arduo vista la grande vastità di  svincolati (o meglio calciatori disoccupati)  che gravitano a cavallo nell’ormai sottile linea che divide il professionismo della Lega Pro dal dilettantismo di Serie D ed Eccellenza.  E, va sottolineato, come sarà obbligatorio allestire anche una formazione juniores.

E ci sarà da risolvere il problema delle strutture. Già dopo la seconda decade di agosto ci sarà un impegno di Coppa Italia Dilettanti e per il 6 settembre è fissata la partenza del campionato.   Un mese appare davvero molto poco per una società che deve ripartire da zero.  Ad oggi l’Asd As Reggina non ha né una sede, né un campo di allenamento, né il Granillo.

Nelle carte, infatti, sono stati indicati gli impianti di Villa San Giovanni e Bocale quali possibili sedi delle gare interne ufficiali della formazione amaranto, ma a breve si spera che il Comune possa sbloccare la situazione del principale stadio cittadino (ancora in concessione alla vecchia società) e concedere con un canone agevolato la struttura, dove poter individuare anche i locali per collocare la segreteria e gli uffici.

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