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L’AS Reggina aspetta la D,ma si lavora già su aspetti logistici e programmazione

di Pasquale De Marte – Nel calcio ci sono aspetti che si danno per scontato, ma che diventano difficoltà nel momento in cui  una società è costretta a partire letteralmente da zero. E’ il caso della neonata A.S.D. (prefisso destinato a sparire nel tempo) AS REGGINA, che lavora su più fronti per programmare la prossima stagione, sebbene non sia ancora stata ratificata la sua partecipazione al massimo campionato dilettantistico.   Sbrogliata la matassa burocratica, diventerà fondamentale riuscire a programmare tutto in tempi brevi, sebbene si stia già lavorando sotto traccia su diversi aspetti logistici e sportivi in attesa del campionato, al via il 6 settembre.

ALTRE CORDATE, FALCOMATA’ E LA FIGC – I giorni e le ore passano, ma fino ad ora l’unica cordata pronta a far ripartire il calcio a Reggio è quella di Mimmo Praticò. Non si sono palesati altri imprenditori e i tempi stringono sempre di più.  A stretto giro di posta ci sarà un incontro tra il Sindaco Falcomatà e i soggetti che investiranno nella nuova Reggina, per la quale è già partito il processo di affiliazione.  Se, come pare scontato che sia, il primo cittadino dovesse trovare le garanzie giuste nei suoi interlocutori toccherebbe a lui intercedere con il massimo ente calcistico richiedendo l’ammissione alla Serie D, come già successo lo scorso anno per Siena e Padova dopo la mancata iscrizione, rispettivamente in Serie B e Lega Pro.    A consentirlo è la norma 52, comma 10 delle Noif.  A dare l’ultimo parere vincolante saranno il presidente federale Tavecchio   e il presidente della Lega Nazionale Dilettanti. Difficile pensare ad una risposta negativa vista la tradizione, il bacino d’utenza della città e i numerosi fallimenti maturati  nella categoria.   Bisognerà comunque pagare 350 mila euro (300mila a fondo perduto per avere la Serie D e 50 mila per l’iscrizione) e, altra “conditio sine qua non”, sarà necessario  avere una squadra juniores da iscrivere al campionato nazionale.

DS-  La nuova società proverà a non ripetere gli errori del passato recente e si affiderà ad una struttura articolata che possa offrire garanzie su più fronti, quello tecnico compreso. Mimmo Praticò è il candidato numero ad occupare la presidenza, ma, come ha già detto, eventualmente il suo non sarebbe un ruolo di comando, ma di coordinazione.   Si cercherà un direttore sportivo o comunque un consulente di mercato che offra le giuste garanzie in termini di conoscenze calcistiche nel panorama italiano.  Sarà fondamentale non sbagliare le scelte in un mercato che si annuncia difficile per l’abbondanza di calciatori svincolati e la grande scelta rappresenterà  un’ulteriore difficoltà, perchè aumentano le possibilità di sbagliare le valutazioni.

ALLENATORE –  L’indiscrezione lanciata da RNP secondo cui Ciccio Cozza è il candidato numero alla panchina amaranto trova i primi riscontri ed è destinata a trovarne altri.  L’ex capitano ha già rifiutato diverse offerte dalla Lega Pro che non gli hanno offerto gli stimoli giusti e sarebbe pronto ad abbracciare una carriera da commentatore televisivo, ma potrebbe essere  tornare sui suoi passi per la Reggina.  La sua prima esperienza sulla panchina amaranto (un anno fa iniziava il ritiro) è durata appena dieci giornate e la voglia di far rimarginare quella ferita (determinata dalle sue dimissioni per la difficile situazione societaria) parrebbe destinata a prevalere.

SQUADRA-  La mancata iscrizione in Lega Pro ha portato allo svincolo l’intero parco giocatori della precedente società.  I prezzi pregiati si stanno accasando uno dopo l’altro, ma si proverà a riportare a Reggio qualche calciatore, soprattutto tra quelli delle giovanili. Nella Berretti potrebbero essere individuati dei calciatori che possano far parte dell’organico della prima squadra, ma anche tra i più giovani alcuni potrebbero essere nuovamente tesserati per un settore giovanile totalmente da ricostruire.

ABBONAMENTI –  Quello di Cozza è un nome spendibile tra i tifosi.  Rappresenterebbe un segno di continuità con il passato e  la storia ultracentenaria della squadra, nel solco tracciato dalla nuova denominazione:  quell’A.S. tanto cara ai sostenitori.  Il senso di appartenenza e l’attaccamento ai colori rappresentano il viatico attraverso cui si vuole ricostruire la Reggina che, nel prossimo campionato, dovrà dimostrare sul campo e sugli spalti di non avere nulla a che fare con la categoria.   Servirà una risposta del pubblico, perchè in Serie D il bacino d’utenza e gli incassi del botteghino pesano e fanno lievitare il budget a livelli inarrivabili per le piccole realtà di provincia.   I dissapori tra società e ambiente sono finiti in soffitta con la cancellazione della precedente società, per cui chi si prenderà carico delle sorti amaranto si aspetta un riscontro importante da parte del pubblico.

STADIO E CAMPO DI ALLENAMENTO – Ci sono pochi dubbi sul fatto che l’As Reggina giochi al Granillo. In attesa che venga definita l’intesa col Comune, proprietario dell’impianto, sulla base del possibile decadimento della concessione alla vecchia società (a livello amministrativo ancora in vita), si potrebbe pensare  di aprire solo due settori (Curva Sud e Tribuna Ovest) per risparmiare sui costi di uno stadio enorme per le necessità della categoria.  Ma sono pensieri che verranno fatti più avanti, mentre stringono altri.   Dopo che si sarà formata una prima bozza di squadra bisognerà fissare data del raduno e sede del ritiro.  La nuova società non potrà ovviamente beneficiare del S.Agata che resta un bene nella disponibilità della Reggina Calcio 1986, non ancora fallita ma destinata alla chiusura.   Solo dopo si potrebbe affrontare un discorso relativo al centro sportivo di Via delle Industrie, ma si parla di mesi e forse anni.   Si deve trovare un campo per gli allenamenti settimanali e, almeno inizialmente, si potrebbe adottare la soluzione Granillo anche per quella necessità.  Tra gli impianti pubblici esiste l’idea del centro sportivo di Viale Messina, ma il discorso va subordinato ad una discussione più ampia da fare con il Comune.