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Reggina-Manca un milione e mezzo:imprenditori e azionariato popolare(Senza Foti)

di Pasquale De Marte – Un milione e mezzo di euro, ci risiamo. E’ la cifra che separa la Reggina dall’iscrizione in Lega Pro. Ci sono dieci giorni per raggiungerla, stavolta però potrebbe servire il contributo dei tifosi e ci sono i tempi per definire la strategia giusta.

L’iniziativa di azionariato popolare proposta da Foti oltre sei mesi fa ha riscosso un misero fallimento.  La figura del patron amaranto risulta invisa a gran parte dei sostenitori, ma il diretto interessato ha ribadito il proprio distacco dalla società amaranto dopo ventinove anni.

Comunque vada e anche se la Reggina, il prossimo 4 agosto, dovesse risultare iscritta alla Lega Pro, lui non farà parte del nuovo corso societario.

E’ stato molto chiaro Mimmo Praticò, nella conferenza stampa congiunta con il presidente Foti e il Sindaco Falcomatà (clicca qui per leggere).

“Se tutti gli imprenditori – rivela – che ci hanno manifestato disponibilità dovessero farci pervenire concretamente  il loro contributo il traguardo economico da raggiungere avrebbe difficoltà media.  Si valuterà se ci sono le possibilità da parte di qualcuno di ampliare la disponibilità o se altri vorranno aggiungersi, in quel caso l’obiettivo sarebbe ancor più raggiungibile.  Poi valuteremo come coinvolgere la gente”.

Come nel 1986 potrebbe toccare ai tifosi salvare la società. Come? Probabile che si indica una campagna abbonamenti a scatola chiusa (sarebbe solo virtuale, essendo la squadra non ancora iscritta), che si trasformi in una vera e propria raccolta fondi.   5000 tessere alla cifra media di 100 euro significherebbero incamerare un bottino di cinquecentomila euro, una cifra che potrebbe essere vicina a quella che è mancata alla società amaranto per chiudere la partita già lo scorso 14 luglio.

Una scelta che i tifosi dovranno fare col cuore.

E potrebbero non mancare i metodi per coinvolgere le aziende più piccole, in nome di una squadra che spera di ripartire con la forza del suo popolo e senza più che sia riconosciuta in un’unica figura come era avvenuto nell’ultimo decennio.

E’ rimasto intatto il patrimonio calciatori, ma sarà un bene “sospeso”.  La Reggina non potrà venderne il cartellino, fino a quando la situazione non sarà definita.  E vendere i giocatori che hanno mercato, una volta completate le procedure d’iscrizione, potrebbe essere il viatico per avere la disponibilità per programmare, seppur in ritardo,  la nuova stagione.