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Reggina, Foti a Strill: “Dolore troppo forte. Australiani un errore, Falcomatà…”

di Pasquale Romano – Day after. Dopo quasi trent’anni, la Reggina e Lillo Foti hanno preso strade diverse. Comprensibile l’amarezza per un epilogo che si è provato in tutti i modi ad evitare. Si potrà (in realtà lo si è già fatto) iniziare con i dovuti processi e le analisi approfondite, si creeranno schieramenti e fazioni. Quello che non si può fare, è negare che Foti, assieme a Praticò ed alcuni imprenditori locali, abbia cercato tutte le vie possibili prima di arrendersi alla realtà. Lo stato d’animo, dopo un’esperienza tanto lunga, conclusa nel peggiore dei modi, non può che essere abbattuto: “In questo momento preferirei parlare il meno possibile. Sto vivendo con un dolore troppo forte, in questi casi c’è chi preferisce condividerlo con gli altri, chi come me patirlo in silenzio. Il dispiacere è enorme, anche perchè da principale responsabile sono ancor più amareggiato per come si è conclusa la vicenda”.

Reggina non ancora fallita, ma di fatto a un passo dal sipario dopo la non iscrizione al campionato di Lega Pro. Diversi i club in difficoltà, si può sperare in un colpo di teatro che ribalterebbe lo scenario? Foti è scettico: “La società ieri ha comunicato che non è riuscita a completare il carteggio per l’iscrizione al campionato, adesso la palla passa al Consiglio Federale che deciderà in merito il 17 luglio. Io non voglio illudere nessuno, anzi invito tutti a prendere coscienza della triste realtà”.

Foti preferisce non soffermarsi sull’imprenditore che in extremis, a quanto pare, ha ritirato il proprio sostegno e spiega come già in tempi non sospetti aveva sottolineato la delicatezza della situazione: “Era già molto complicata, lo avevo detto chiaramente tempo  fa, forse invece qualcuno l’aveva sottovalutata. Noi non abbiamo mai obbligato nessuno, credo però la Reggina sia un patrimonio della città, avrebbe meritato e potuto ottenere un sostegno maggiore. Io, anche per favorire una conclusione positiva, avevo dichiarato in diverse circostanze che mi sarei fatto da parte appena ottenuto l’ok per l’iscrizione”.

Illusione Australiana. Nick Scali e la cordata del Nuovo Continente ha sedotto e abbandonato la Reggina, la conferenza stampa di Foti dello scorso aprile sembra già preistoria: “Credo si sia trattato di un mio errore. La trattativa non è mai stata a un passo dalla definizione, c’era solo disponibilità reciproca e interessi convergenti. Un accordo di massima era stato raggiunto, ma alcune situazioni e tante cavolate sentite in giro hanno complicato l’intesa. Nel momento decisivo  si è creata troppa confusione, qualcuno dovrebbe guardarsi allo specchio perchè non ha fatto il bene della Reggina”.

Sul futuro e il ruolo giocato dalle istituzioni, Foti non ha dubbi: “Poco sostegno del sindaco? Non entro in merito, come ho già detto sono il principale responsabile e non cerco capri espiatori. Spero questa vicenda possa servire da insegnamento per il futuro, rammaricarsi adesso non ha senso, bisogna capire invece cosa si è perso e far si che non accada più”. Titoli di coda, Foti e la Reggina si dicono addio in modo brusco, lasciando gli incolpevoli tifosi amaranto ‘orfani’. Per come la storia si era dipanata in questi 29 anni e per le soddisfazioni (non recenti) provate, entrambi avrebbero meritato il lieto fine.

 

 

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