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Reggina, un silenzio che adesso preoccupa. Tutto in questa settimana

di Michele Favano – Da possibilisti e fiduciosi a pessimisti e preoccupati. Il tempo stringe e ancora nessuna novità in casa reggina. Arrivati a ridosso di scadenze che andranno a decidere il futuro della società, non si segnalano, purtroppo, passi in avanti. Messa da parte almeno per il momento la discussione con la cordata di australiani, non sembra registrare particolari scossoni l’iniziativa portata avanti dall’ex Presidente Regionale del Coni Mimmo Praticò. Si è esposto in queste ultime settimane lanciando più volte inviti e segnali verso chi avesse a cuore le sorti della Reggina ed un minimo di disponibilità economica, per provare a dare continuità alla società di Via delle Industrie. Pur apprezzandone lo spirito, la voglia e la tenacia, al momento di concreto poco o nulla e giunti al sei di luglio è normale che la preoccupazione aumenti, come il rischio di non farcela. Nei giorni scorsi avevamo ipotizzato una situazione molto simile a quella della passata stagione, oggi ci sentiamo di affermare che, in effetti, la risoluzione del problema appare ancora più complicata. La prossima settimana andrà a scadere il termine ultimo per la presentazione di quei documenti necessari a dimostrare la regolarizzazione di tutte le pendenze rientranti nel periodo gennaio-aprile 2015 e che riguardano i tesserati, insieme al saldo nei confronti di tutti quei calciatori facenti parte dell’incentivo all’esodo. Nello stesso plico, dovrà essere inserita anche la fidejussione bancaria per un importo di euro 400 mila, tre giorni dopo, l’eventuale approvazione dal Consiglio federale, che si riunirà il 17 di luglio. Dovesse mancare anche uno solo di questi requisiti, alla Reggina verrebbe negata la possibilità di iscrizione. Nel frattempo, esattamente tra due giorni, l’udienza di fallimento, per la quale si spera in un ulteriore rinvio.