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Acerbi presenta il suo libro: “La malattia mi ha migliorato. Reggina nel cuore”

‘Tutto bene’. Francesco Acerbi racconta della sua vittoria, doppia, sul tumore. Esperienza di vita indelebile, rivelatasi fondamentale anche per la crescita come persona e calciatore. Ieri, presso il circolo del Tennis ‘R.Polimeni’, l’ex difensore amaranto ha presentato il libro ‘Tutto bene – La mia doppia vittoria sul tumore ‘, edito da Sterling. Incontro presentato da Peppe Caridi, direttore di StrettoWeb, affiancato da Salvatore De Salvo, responsabile manifestazioni sportive del Polimeni.

Il difensore classe ’88  ha ripercorso le tappe salienti di una carriera partita dalla C2 e arrivata all’orgoglio della maglia azzurra: “Sono arrivato a Reggio Calabria nel 2010, il salto dalla C2 alla B non è stato semplice. Ho iniziato un percorso positivo. vissuto un anno fantastico, mi è rimasto nel cuore. Solo belle sensazioni, a parte la semifinale con il Novara. Era un grande gruppo, con entusiasmo, la voglia di arrivare ha fatto la differenza, è importante nella vita come nello sport”.

 

Il salto dalla Reggina alla serie A sembra essere l’inizio della scalata, arriva invece il momento più duro. Acerbi perde improvvisamente il padre, poi vive un’esperienza negativa con la maglia del Milan, infine la mazzata tremenda: “Arrivato al Milan, un pò mi sono seduto, sbagliando. Quando arrivi a certi livelli devi essere bravo a mantenerti, io evidentemente non ero ancora pronto. Nel febbraio del 2012 era venuto a mancare mio padre. Subito non ho messo bene a fuoco la situazione, poi mi sono reso conto e ho sofferto”. Il periodo buio deve ancora conoscere il momento più basso, la vita spensierata di Acerbi viene sconvolta dalla scoperta del tumore: “Estate 2013, da controlli di routine è arrivata la brutta botta, scoperto un nodulo al testicolo, Subito l’operazione e il rientro in campo, quello che mi ha fatto più male è stata la sentenza sul doping. Poi è arrivata la ricaduta e la chemioterapia, molto pesante. All’inizio ero un pò strafottente, invece ho sofferto parecchio, non riuscivo a fare niente. Per fortuna è andato tutto bene, quando facevo la chemioterapia mi è passata tutta la vita davanti”

 

Il ricavato del libro sarà devoluto alla ricerca per il tumore, Acerbi ci tiene a lanciare un messaggio a chi vive un momento delicato: “Ho deciso di scrivere libro (a 4 mani con il giornalista Alberto Pucci) per dare coraggio e speranza a chi sta soffrendo. Non bisogna abbattersi di fronte alla malattia, ma combattere senza mai arrendersi. La mia famiglia è stata fondamentale, ma il sostegno è arrivato anche da gente sconosciuta , attraverso i social network”. Il difensore del Sassuolo ha infine raccontato dei rapporti con vari personaggi del mondo del calcio, da Conte (“E’ un vincente, sa cosa vuole. Mi ha preso da parte e incoraggiato prima della gara con l’Albania”) a Balotelli: “Ha sbagliato tante volte, forse troppe. Non lo conosco di persona, credo stia pagando per tutti gli errori commessi. Peccato, si tratta di un ottimo giocatore che non riesce a rendere come potrebbe”. Tanti gli allenatori avuti in carriera, Acerbi ha un ricordo positivo di tutti, da Atzori, conosciuto in riva allo Stretto (“Mi ha insegnato a non mollare mai”) a Di Carlo e Allegri, sino a Di Francesco.