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Reggina – Dopo il no degli australiani, possibile soluzione tampone

E adesso? Se lo stanno chiedendo in tanti dopo che la trattativa tra Foti e la cordata australiana per il pacchetto di maggioranza della Reggina è saltata.

Il presidente ha annunciato che si sta discutendo anche con un soggetto già impegnato nel calcio e che già in passato aveva mostrato interesse per il sodalizio amaranto (qui i dettagli) che fa gola soprattutto per il suo centro sportivo, non tanto per l’aspetto immobiliare ma per la quantità di talenti sotto contratto con le giovanili amaranto.

La Reggina avrebbe dodici giorni di tempo per mettere a posto le cose, appare assai complicato che però in questo lasso di tempo possa definirsi un cambio di proprietà.

Le scadenze, però, non si impietosiscono di fronte alle impellenze della Reggina.  Ci sono due milioni di euro di problemi da risolvere entro il 25 giugno.

E’ quella la cifra stimata da Foti per dare seguito alla storia sportiva della società di Via delle Industria.  Un pacchetto che comprende spettanze nei confronti dei calciatori da aprile in poi, contributi e la ormai famigerata rata da mezzo milione di euro da versare all’Agenzia delle Entrate (la prima dei quindici anni previsti dal piano di ammortamento).

Non preoccupa, invece, l’istanza di fallimento presentata da Unicredit e di cui si discuterà l’8 luglio.   La Reggina potrà mantenere fede ai propri impegni versando ottocentomila euro nelle casse dell’istituto bancario grazie ai contributi incassati dalle seconde rate di Coppolaro e Bochniewicz all’Udinese,  due giovani del vivaio ceduti la scorsa stagione al club friulano.

E non è da escludere che possa essere adottata una soluzione tampone: sono tanti i talenti in rampa di lancio dal S.Agata: Gjuci e Salandria sono solo i più in vista di una batteria molto ampia.

La Reggina potrebbe cederne un pacchetto ad un grande club cercando di incassare una cifra congrua alla necessità, trovando un escamotage per avere a propria disposizione il capitale prima dell’apertura del calciomercato e riuscire a risolvere i propri problemi.

L’operazione permetterebbe di allungare i tempi della ricerca di un nuovo acquirente e garantirebbe l’iscrizione  ad un campionato che, senza possibilità di investimento, rischierebbe di assomigliare maledettamente a quello appena concluso.

Foti è determinato a cedere, ma sta facendo di tutto per non veder chiudere in maniera poco esaltante il corso societario partito nel 1986.