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Reggina, l’ex Iacopino amaro: “Protagonista in campo, non nei tribunali”

di Pasquale Romano – Nozze d’oro…con il calcio. Dalla prima esperienza al 2015, sono quasi cinquanta gli anni che vedono Franco Iacopino immerso nell’universo del pallone. Meno di un lustro al traguardo, l’idea stuzzica il dirigente del Modena: “Un paio di volte avevo già deciso di ritirarmi, poi ci ripenso sempre (sorride, ndr). Ripeto quanto già detto in precedenza, fino a quando la salute e la voglia non mi abbandoneranno, farò ancora parte di questo mondo. Dispiace solo, dopo aver tolto attenzioni ai figli per tanto tempo, fare lo stesso con i nipoti”. Le stagioni del club emiliano e della Reggina si possono in un certo senso accomunare, la salvezza ai play-out è arrivata in coda ad una stagione densa di problemi e difficoltà: “Riflessione corretta, ma le premesse e il percorso sono differenti. La Reggina non ha mai lasciato le zone calde della classifica, in un certo senso era preparata ed abituata. Noi ci siamo ritrovati agli ultimi posti a causa del crollo nelle ultime giornate. Fortunatamente entrambe abbiamo centrato la salvezza”.

 

Gli incredibili scherzi del destino. Lo spareggio tra Modena e Virtus Entella ha condannato alla retrocessione la formazione allenata da Aglietti, tecnico dal passato amaranto comune a Iacopino. Ulteriore il retroscena che riguarda i due: “Dopo Novellino, se non avessimo optato per la scelta interna, avremmo senza dubbio preso Aglietti, eravamo d’accordo su tutto. Chiaro il disagio quando ci siamo ritrovati uno contro l’altro nei play-out, l’ho guardato in faccia dicendogli ‘Alfredo, non parliamo di niente‘ “. Lunghissima, poggiata su basi solide di affetto e passione, l’esperienza di Franco Iacopino in amaranto. Affiora il dispiacere quando si tratta di soffermarsi sull’attualità: “Io credo che il risultato sportivo dipenda da tante cose, forse quello tecnico-tattico è tra gli ultimi. E’ fondamentale avere una società forte ed economicamente robusta, credo che la crisi da questo punto di vista sia innegabile. Esser riusciti a mantenere la categoria è una cosa importante, adesso spero che si torni a costruire partendo dalla base”.

Reggina impegnata su due campi, lo spareggio con il Messina è stato possibile solo grazie all’ ‘assist’ vincente dei legali amaranto: “Mi piacerebbe tornare a vederla protagonista in campo -dichiara Iacopino a Sport Strill- non nelle aule dei tribunali. I comunicati della Figc, in questa stagione, hanno visto quasi sempre coinvolta la Reggina, non posso che dirmi stupito e amareggiato. Accanimento? Non mi piace pensare a qualcosa del genere, credo invece derivi tutto dagli enormi problemi economici”. Momento chiave, la Reggina passa agli australiani? Iacopino se lo augura: “Nonostante le difficoltà e le sofferenze, quello della società amaranto è un marchio forte, il business possibile rimane importante. Ci sono tanti imprenditori interessati a società di calcio, non mi meraviglia sentire di questa cordata italo-australiana. Bisogna però fare attenzione, serve esperienza e avere conoscenze approfondite delle dinamiche legate a questo mondo“. Un messaggio affettuoso, quasi un appello, quello lanciato dall’esperto dirigente verso i tifosi amaranto: “Ho visto che al Granillo erano presenti 10 mila persone nella gara con il Messina, è un qualcosa di incredibile. Dico loro di non farsi incantare da nessuno, servono fatti concreti e non parole. So bene quanto sia importante il sostegno dei tifosi per la Reggina, sono loro il cuore e il motore, meritano rispetto”.