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Reggina, Foti: “Non siate morbosi nella ricerca di notizie che ancora non ci sono”

di Michele Favano – Incontro il presidente Foti in maniera del tutto casuale in pieno centro cittadino. Ad accompagnarlo l’immancabile sigaro e tanti pensieri, quasi tutti rivolti al futuro prossimo della Reggina. Una chiacchierata informale su quello che sarà, gli argomenti riguardano ovviamente la possibile cessione della società, l’annata appena conclusa, il futuro del calcio italiano. Ha preso ufficialmente il via la sua battaglia sulle riforme, il desiderio è quello di poter modificare il sistema prima che arrivi al collasso definitivo. Non subire passivamente la crisi economica che attraversa il paese e di conseguenza anche il calcio, ma provare a trovare soluzioni alternative per contrastarla. Ci si avvia verso la riduzione delle squadre nei campionati principali, il rischio concreto, però, ci dice, è quello di ritrovarci nel giro di pochi anni con un massimo di sessanta squadre tra i professionisti. Questo significherebbe una riduzione drastica e clamorosa soprattutto in Lega Pro, dove la sofferenza economica è certamente maggiore. Poi la Reggina. Annata complicata, probabilmente la più difficile della sua gestione. Tanti errori commessi per sua stessa ammissione, ma per fortuna una stagione disastrosa si è conclusa con la vittoria più importante: “L’entusiasmo manifestato dalla gente per quel risultato ottenuto contro il Messina, dimostra ancora una volta che la passione è viva, c’è voglia di partecipare, le novemila presenze al Granillo rappresentano un segnale fortissimo”. Ma c’è anche una società che cerca garanzie per il futuro ed una piazza speranzosa di mettere alle spalle quanto successo fino ad oggi e cambiare in maniera definitiva registro: “Sono il primo a volere tutto questo. Non siate però morbosi nella ricerca di notizie che ancora non ci sono. Come non ci sono nè date nè orari per la chiusura di una trattativa che so bene ha la necessità di essere conclusa entro determinati tempi”. Gli australiani rappresentano la priorità assoluta e potrebbero davvero segnare un momento di svolta, anche se il lavoro di questi giorni si orienta anche su soluzioni alternative. “Il marchio Reggina interessa ancora moltissimo, in Italia, all’estero e mi dispiace notare che dalle nostre parti lo scetticismo spesso prevale rispetto alla reale forza di questa società. Il nostro patrimonio strutturale e tecnico è fortissimo, in pochi possono vantare un centro sportivo come il S. Agata”. Si lavora, quindi, in maniera incessante per dare garanzie e futuro a questa società. Questa appena iniziata potrebbe essere la settimana decisiva, anzi dovrà esserlo, anche perchè il tempo a disposizione non è moltissimo.