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Giacchetta: “Fiero dei tifosi amaranto. Australiani possono aprire nuovo ciclo”

di Pasquale Romano – Titoli di coda. Lo spareggio vinto con il Messina rappresenta la fine di un ciclo, la gestione legata a Foti si avvia alla conclusione. Il massimo dirigente potrebbe rimanere nell´organigramma in veste diversa ma difficilmente tra un paio di mesi sará ancora lui a detenere la maggioranza delle quote societarie. Quale futuro per Simone Giacchetta? Il diretto interessato, da sempre incline alla concretezza professionale e poco avvezzo a ´vetrine´ e primi piani, anche in questo caso preferisce mettersi in disparte: “Bisogna pensare al futuro della Reggina, non al mio. Vedremo se ci sará l´opportunitá di proseguire insieme un rapporto che si protrae da 25 anni, posso dire di essere stato il primo acquisto di Foti presidente (sorride, ndr). Per me –assicura Giacchetta a Sport Strill– questa societá rappresenta qualcosa di unico e importante, saró a disposizione anche di eventuali nuovi proprietari”.

Obbligatorio il riferimento alla cordata di australiani che potrebbe presto acquisire il pacchetto di maggioranza, il dirigente amaranto si dice fiducioso: “Stiamo aspettando tutti l´evolversi della situazione, il clima che si respira in merito mi sembra abbastanza ottimista. Le intenzioni di Foti sono chiare, il presidente vuole cedere il timone e dare spazio a nuove persone, che abbiano energie e stimoli rinnovati. Si chiude un´epoca? Sembra cosi, la definirei storica e ricca di soddisfazioni. Il marchio di questo club, la passione dei reggini, hanno fatto il giro del mondo, conquistato stabilmente il palcoscenico della serie A. Auguro a chiunque subentrerá a Foti di ricalcare lo stesso percorso”. Una stagione da dimenticare si é chiusa con il guizzo finale, lo spareggio con il Messina resterá a lungo nella memoria dei tifosi: “Sono fiero di quanto hanno fatto in termini di calore e attaccamento, sia al Granillo che al San Filippo. L´ambiente era sfiduciato, nel momento del bisogno peró sono rimasti vicini alla squadra, e hanno potuto con merito ribadire la supremazia territoriale nei confronti del Messina. Da giocatore prima e dirigente poi ne ho vissute tante qui alla Reggina, ma quella di quest´anno é stata davvero una delle stagioni piú intense e sofferte”.

Obiettivo minimo, raggiunto con il massimo sforzo. In coda ad una stagione nata tra mille difficoltá, la salvezza é arrivata quando la serie D sembrava oramai certificata: “Quello della salvezza era l´obiettivo minimo ma al tempo stesso massimo, non dimentichiamo che la squadra si é iscritta all´ultimo momento, praticamente senza campagna acquisti Insigne a parte. Dopo una discreta partenza con Cozza, il campionato ha preso subito una piega negativa. I diversi cambi di panchina non hanno migliorato le cose, poi…”. Giacomo Tedesco la scelta della disperazione o della consavolezza di un destino segnato? Nessuna delle due. L´ex centrocampista ha ribaltato completamente lo scenario apocalittico e guidato la Reggina verso il miracolo sportivo: “Giacomo ha grandissimi meriti, é riuscito in quello che avevano fallito tutti i suoi precedessori, é stato il piú bravo di tutti pur non avendo esperienza come tecnico. É riuscito a creare la giusta alchimia tra il gruppo di veterani e i giovani, ha ridato speranza ad un gruppo che non ne aveva piú, il suo entusiamo si é rivelato contagioso”.

S.Agata ancora di salvezza. Prima in campo, poi sul mercato, i giovani amaranto rappresentano un valore preziosissimo per il club di via delle Industrie: “La Reggina ha sempre puntato con decisione sui giocatori provenienti dal settore giovanile, fa parte del dna di questa societá. Di Lorenzo, Mazzone, Ammirati, Lancia, Condemi, Gjuci, la lista dei ragazzi attenzionati da club di categoria superiore é molto piú lunga. Salandria merita una menzione speciale per quanto fatto vedere nelle due gare con il Messina, si é imposto con disinvoltura. Un classe ´95 con la naturalezza dei compagni piú esperti”.