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A Messina vincono Tedesco e un pubblico mai domo. Ora il futuro…

di Michele Favano – Tutto racchiuso in cento minuti. Tensione, sofferenza, forza, resistenza, gioia, liberazione. Resterà impressa nella mente di tifosi e calciatori la bellissima cartolina di fine gara, una esultanza indescrivibile quella dei supporters amaranto al seguito dell’amata Reggina, lo sfogo unito ad emozione e felicità dei giocatori al termine di una durissima battaglia. La tribolatissima stagione degli amaranto si chiude nel modo migliore, come nessuno poteva più immaginare, per le troppe vicende che hanno caratterizzato il percorso di società e squadra. Un cammino che ha visto cadere più volte Cirillo e soci, capaci di rialzare la testa anche quando il destino appariva già segnato. Il coraggio della società di cambiare ancora e per l’ennesima volta, l’aver intuito per tempo che nulla avrebbe più potuto dare al gruppo il volenteroso Alberti, la pazza idea Tedesco e l’incoscienza dello stesso nell’accettare l’incarico. Un gran lavoro in un tempo ridottissimo, la ricostruzione di una squadra demolita dagli eventi e dalle vicende extracampo, la trasmissione di nuovi concetti, insieme alla capacità di entrare nella testa di ogni calciatore per modificarne motivazioni e convinzioni, ma anche la bravura nel preparare un doppio confronto che tutti davano a vantaggio dei messinesi. Poi ci sono i meriti di un pubblico, quello reggino, mai domo e sempre pronto a rispondere presente nei momenti di straordinaria difficoltà, encomiabile il calore ed il sostegno degli ultras capaci di ritrovare entusiasmo e compattezza. Insieme alla salvezza della Reggina a loro rimane la soddisfazione di aver ancora una volta spedito all’inferno gli eterni tifosi rivali. La pagina dei festeggiamenti si è chiusa con il tributo ai calciatori, da domani è già il momento di pensare al futuro.