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Messina-Reggina, la linea sottile amaranto. Alle 15 si va in campo

di Pasquale De Marte – C’è una linea sottile che divide l’impresa dalla disfatta.  Un confine, ormai risicato,   che separa l’essere ricordati come i protagonisti di una delle peggiori stagioni della Reggina o i fautori  di un’impresa destinata a regalare gioia ai tifosi.   Uno spazio ampio quanto la differenza tra una sconfitta ed un pareggio, quello che basterebbe alla squadra di Tedesco per scrivere una pagina che rimarrebbe impressa per decenni, nonostante potrebbe trattarsi di vana gloria visti i probabili ripescaggi estivi  o eventualmente le difficoltà societarie per entrambe le società.

Non è, però,  il tempo per sognare.  Tocca  farlo ai tifosi che in quasi mille unità oltrepasseranno lo Stretto per spingere, idealmente e non solo, la squadra verso il traguardo.

La squadra ha il dovere di restare concentrata e giocare come se il vantaggio costruito all’andata non esistesse.   Gli amaranto hanno due risultati su tre, ma non sono favoriti.

Durante tutto il campionato hanno mostrato una naturale propensione a cacciarsi nei guai, tant’è che i limiti propri preoccupano più di un avversario che, in quanto a cifra tecnica, non è superiore agli uomini di Tedesco.

Preoccupa la cabala: al San Filippo la Reggina negli ultimi dieci anni è stata punita spesso oltre i propri demeriti e le due gare di campionato che, soprattutto all’andata,  hanno sorriso ai siciliani hanno confermato un trend che regala mala sorte ai colori amaranto nella sfida più sentita.

Cambiare la storia, come dimostrato all’andata, si può.  Basterà ripetere la prova di sostanza offerta martedi, dove si è vista una squadra ad immagine e somiglianza del proprio tecnico: ordinata, determinata, indiavolata e attenta.

Facile a dirsi, più difficile a farsi visto che il Messina si propone di mettere in campo le stesse armi.    L’ambiente peloritano si è lasciato andare ad esternazioni, vere o presunte, che suggeriscono un ottimismo incondizionato che fa pensare al fatto  che stiano arrivando carichi  ad un appuntamento in cui la pressione sembra essere maggiormente dalla loro parte.

La Reggina fino a dieci giorni fa era in Serie D e al San Filippo si giocherà il jolly.

Nessuno si aspetta una bella partita, tutti sperano di vincerla.  O di pareggiarla.

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