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Messina-Reggina – Franceschini: “Quel 3-0 del 30 aprile vale dieci vittorie”

di Michele Favano – Una lunga e brillante carriera da calciatore, 155 presenze con la maglia amaranto, cinque reti realizzate ed una indimenticabile promozione nella massima serie, la seconda conquistata dalla Reggina nella sua centenaria storia. Ivan Franceschini, reggino d’adozione, roccioso ed insuperabile difensore, da qualche anno ha salutato il calcio giocato per iniziare una nuova avventura, passando dal campo alla panchina. Due grandi stagioni al Gallico Catona, risultati di rilievo ed oggi in attesa di una chiamata che potrebbe arrivare da categorie superiori. Derby contro il Messina ne ha giocati diversi con la maglia della Reggina, segue la compagine amaranto con particolare attenzione, lo ha fatto anche in occasione del match di andata del play out.

“Ero allo stadio. Ho visto una partita molto equilibrata, d’altronde le due squadre si stanno giocando moltissimo, ovvio l’atteggiamento piuttosto accorto. La Reggina ci ha messo personalità, forza, ha creato qualche palla gol in più ed è stata costantemente sostenuta da un grande pubblico. Il Messina, rispetto a quello che avevo visto in campionato, mi è sembrato più quadrato, con un centrocampo robusto, non brillante nella prima parte, meglio nel secondo tempo. La partita è stata spezzata dalla giocata di un singolo, Insigne ha fatto la differenza, la partita è stata risolta da una invenzione dell’attaccante napoletano. Al ritorno sarà una partita difficile per entrambe. Gli amaranto avranno il vantaggio del doppio risultato, non hanno motivo di fare la partita, punteranno sul contropiede ed in questo senso con gli attaccanti che ha, ci sono ampie possibilità di riuscire a far male”.
Il tuo ricordo dei derby?
“Ne ho giocati diversi. Tra serie A e serie B poche gioie in fatto di risultati, ma quel 3-0 del 30 aprile 2006 vale almeno dieci vittorie. Ricordo tantissima tensione alla vigilia e durante la gara, si avvertiva la pressione dei tifosi, in città non si parlava d’altro. Entrambe le squadre lottavano per salvrasi. Per un calciatore vincere il derby dei derby e raggiungere l’obiettivo salvezza rappresenta il massimo. Per il Messina fu una retrocessione maturata sul campo, poi grazie al ripescaggio, riuscì a mantenere la categoria”.
Ti sei nuovamente ritrovato il Messina a fine carriera tra i dilettanti….

“Ho affrontato il Messina anche quando indossavo la maglia dell’Hintereggio nel campionato di serie D. Non siamo riusciti a batterli nel doppio confronto, ma alla fine siamo stati noi a raggiungere la prima posizione e quindi conquistare la promozione. In quel campionato tantissime squadre blasonate”.
E conosci bene Giorgio Corona…

“Me lo sono trovato di fronte solo in occasione della gara di Coppa Italia. Giocatore di grandissima esperienza e qualità. Attaccante possente e nonostante la stazza, davvero una grande tecnica. Riesce a mettersi al servizio dei compagni e, nonostante l’età, è ancora assoluto protagonista”.