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Derby, il doppio ex Carrara: “In amaranto i ricordi più belli. Si, è un calcio malato”

di Pasquale Romano – Reggina batte Messina 3 a 2. I tifosi amaranto si augurano esca questo risultato al fischio finale della gara al San Filippo, in questo caso il confronto numerico riguarda le esperienza vissute da Marco Carrara in riva allo Stretto da calciatore. Prima il biennio in giallorosso, poi il trasferimento (non usuale) sull’altra sponda: “Effettivamente si è trattato di un passaggio un pò complicato (sorride, ndr) inizialmente c’è stata qualche difficoltà ma sapevo di andare in una società importante come la Reggina. Penso di aver dimostrato sul campo il mio attaccamento verso i colori amaranto, reputo l’esperienza di Reggio Calabria la migliore della mia carriera”. Una promozione in serie B e una salvezza, la trasferta sul campo della Reggiana di Ancelotti il ricordo più bello: “Uno stadio Giglio stracolmo di tifosi amaranto, è questa la cartolina che conservo nel cuore. Avevamo uno squadrone, in attacco giocatori del calibro di Aglietti e Pasino”. Da assistente allenatore invece, Carrara ha passato altri due anni alla Reggina, vice di Orlandi e Novellino.

Domani la difesa della Reggina poggerà su Belardi e Cirillo, baluardi alle ultime battaglie in campo. Carrara ha condiviso con entrambi il rettangolo verde: “Nel 1995 erano due ragazzini, hanno fatto una grande carriera. Ho avuto il piacere di allenare Corona quando ero al Catanzaro, è incredibile vederli ancora giocare ed essere competitivi. Cirillo fisicamente è integro, sembra un ragazzino”. Al San Filippo ci sarà spazio solo per una, il baratro dei dilettanti ad attendere la sconfitta: “Spero invece che la perdente verrà ripescata -dichiara Carrara a Sport Strill- non riesco a pensare a Reggina o Messina in serie D. Quella di domani sarà una battaglia che si giocherà sul filo della tensione, probabilmente brutta da un punto di vista estetico ma intensa e nervosa. Erano queste le partite che adoravo giocare da calciatore”.

Calcio malato (e sporco). L’esperienza di Barletta ha segnato Carrara, deciso a non rivivere simili difficoltà. E’ lo spunto ideale per affrontare il problema ed estendere l’analisi: “Sotto l’aspetto personale è stato devastante il percorso che ho vissuto Barletta, purtroppo è una delle tante società che ha enormi disagi. Credo che chi ha il potere decisionale debba farsi un esame di coscienza, la deriva che sta prendendo il calcio italiano è sotto gli occhi di tutti. I vertici istituzionali dovrebbero interrogarsi e prendersi le dovute responsabilità. Non è un problema solo delle serie inferiori, basti pensare al Parma o ai numerosi club cadetti prossimi al fallimento. Bisogna cambiare le cose con urgenza, non è più possibile andare avanti cosi”.