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Messina-Reggina, il derby delle chiacchiere. E se parlassimo di calcio?

di Michele Favano – Reggina-Messina, il derby più lungo e rumoroso di sempre. Attraverso attacchi, polemiche, reazioni, lunghe discussioni, interviste pungenti. Partito un attimo dopo la sentenza emessa dal Collegio di Garanzia del Coni che ha riconsegnato i due punti alla Reggina, proseguito con un intenso pre gara, poi il match di andata, adesso l’attesa ed un fiume di chiacchiere prima di giocare sabato pomeriggio il ritorno. Quanto sarebbe stato bello, invece, concentrare le attenzioni sul rettangolo di gioco. Una volta le vicende extracampo riguardavano solo ed esclusivamente i tifosi che, nella circostanza, invece, hanno mostrato il meglio in fatto di partecipazione, tifo e sostegno alle proprie squadre. Ed allora, proviamo a parlare solo di calcio, un invito che giriamo anche a tutti gli addetti ai lavori. La Reggina ha acquisito il vantaggio minimo attraverso una prestazione di forza, unita alla voglia ed a quella combattività, che solo in rare circostanze abbiamo avuto modo di ammirare nel corso della stagione regolare. Concetti e motivazioni che il giovane tecnico Tedesco ha saputo trasmettere, riuscendo nell’impresa di recuperare anche a livello psicologico un gruppo che appariva destinato al definitivo tracrollo. Dicevamo del vantaggio esiguo, minimo, che in virtù del regolamento di Lega Pro, consentirebbe alla Reggina di mantenere la categoria solo se uscirà imbattuta dal Sanfilippo ed al Messina di raggiungere la salvezza, arrivando alla vittoria con qualsiasi punteggio. Che gara quindi aspettarsi? Il coraggioso trainer amaranto, al Granillo, ha sorpreso tutti con uno schieramento offensivo, tre piccoletti dotati di grande tecnica ad infastidire un reparto arretrato attrezzato dal punto di vista fisico, ma sofferente sulle giocate palla a terra, mentre in difesa l’idea, azzeccata, di affidarsi all’esperienza di Belardi, Cirillo ed Aronica. A Messina, dicevamo, basterà un pari per arrivare all’ambìto traguardo, l’opportunità, però, non dovrà portare all’interpretazione di un match da giocarsi alzando barricate. Ci vorranno le stesse attenzioni, la stessa concentrazione, la stessa compattezza mostrate al Granillo, insieme a quella straordinaria capacità, messa più volte in evidenza dalla scheggia napoletana che risponde al nome di Roberto Insigne, di bucare con la sua tecnica e la sua velocità qualunque retroguardia, così come già ampiamente dimostrato nella partita di andata. Molto probabilmente sarà questo il tema tattico dell’incontro.