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Calcio, Serie D – Silipo ci crede “Rende a Taranto puoi vincere”

di Valter Leone – Nove anni dopo il Rende torna allo Jacovone di Taranto. In palio, oggi come allora, la serie C. Nella stagione 2005-2006 erano i play off dell’ex C2 che valevano l’accesso alla categoria superiore, oggi siamo in serie D ma il traguardo finale è la Lega Pro unica, ex serie C appunto. Sulla panchina biancorossa c’era Fausto Silipo, un talentuoso difensore (da fine anni Sessanta fino agli inizi degli anni Ottanta) tra le migliori espressioni del calcio calabrese; da allenatore veniva descritto come uno degli emergenti migliori ma si è sempre fermato sul più bello: emblematica la stagione 1992-’93 quando avrebbe potuto centrare la promozione in serie A alla guida del Cosenza, poi sfumata nella sfide con Cremonese (0-1) e Ascoli (1-1) al San Vito. Un po’ com’è successo anche a Rende. “La vittoria di quei play off con il Taranto – ricorda Fausto Silipo, rintracciato via telefono nella sua abitazione a Roma – avrebbero potuto significare qualcosa di importante per tutti. È vero, con il Cosenza si andò a un passo dalla serie A, ma senza volare troppo alto io ricordo anche uno spareggio in serie D quando allenavo la Sanremese: persi con il Sansovino, all’epoca allenato da Sarri, al 93′ su un autogol; anche in quel caso poteva rappresentare una svolta perché poi il presidente della mia squadra diventò proprietario dello Spezia…”.

Però la parentesi con il Rende, ancora oggi, per Silipo ha un sapore particolare. “Rimane il dolore più atroce della mia carriera di allenatore, perché ricordo che allo Jacovone giocammo una grande partita. L’infortunio di Altomare, noi che giocavamo in dieci, un rigore ineccepibile su Alfieri e poi la beffa nel finale con quel gollonzo di De Liguori dalla bandierina del calcio d’angolo”. Il portiere era Stefano Ambrosi, il quale non fu immune da colpe. “Diciamo un’Ambrosata – ricorda Silipo con il sorriso –, perché nel corso della stagione era stato tra i migliori, anche se ogni tanto ci metteva del suo”. Prende fiato l’ex allenatore del Rende, poi ricorda. “Quella fu una partita dove successe di tutto: un arbitro spudoratamente contro e una voglia matta di vincere da parte del Taranto che organizzò l’impossibile per farci perdere. Però giocammo. E che partita! Sai una cosa? Sono sempre stato convinto che in partite come quelle, così come la gara di domenica, le pressioni maggiori sono tutte sua una squadra come il Taranto. Il Rende avrà la mente libera”. Una breve pausa, e poi Silipo racconta un aneddoto di quella partita dell’11 giugno 2006. “Arrivammo allo stadio cantando a squarcia gola: nel tragitto che dall’albergo ci portò allo Jacovone, tutto il gruppo a cantare ed entrammo nello stadio con i finestrini del pullman abbassati. Noi convinti e rilassati, a loro invece abbiamo trasmesso anche sconforto. E se non ci fossero stati certi episodi…”.

Insomma Silipo dà tanta speranza a Trocini e i suoi ragazzi per la sfida di domenica. “Conosco Bruno: era un mio calciatore, anche se giocava poco visto che in squadra c’erano Galantucci e Piemontese mentre lui era già un po’ avanti con l’età. Ma lui è una persona per bene, così come suo padre Giorgio al quale sono legato da un rapporto bellissimo. A Bruno e Benincasa che portai proprio io al Rende, dico di giocarsela con tranquillità, perché se c’è una squadra che ha molto più da perdere, quella è il Taranto. E poi mi auguro che possa essere la partite della rivincita”.