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Savoia, parla la squadra: “Volevano farci fuori, sentenza preparata a tavolino”

Applausi sinceri. Per quanto mostrato dal Savoia nel corso di una stagione drammatica, é obbligatorio riconoscere ai giocatori campani attaccamento, valori e dignitá da vendere. Comprensibile anche l´amarezza per uno spareggio play-out sfumato a pochi giorni dal fischio d´inizio, la ´caccia alle streghe´ peró trova meno ragione di esistere. Nella conferenza stampa che ha chiuso la stagione del Savoia, i giocatori non hanno lasciato spazio a interpretazioni, parlando di una Reggina favorita da non si sa quali poteri. Le parole di capitan Scarpa: “C’è tanta amarezza e delusione. Sono convinto che era tutto programmato, volevano farci fuori. Dare questa sentenza ad appena due giorni dai play out lo ritengo come qualcosa di preparato a tavolino. Non ci volevano. E’ stata la pagina più triste di tutta la mia carriera. Tutti noi, lo staff e i collaboratori avremmo meritato di salvarci. Ci hanno fatto un’ingiustizia. E’ stato un anno difficilissimo. Sul campo abbiamo dato tutto. I miei compagni di squadra vanno solo elogiati”.

Quando viene chiesto al capitano dei campani se la societá avesse potuto tentare di ottenere una sentenza diversa, la risposta é altrettanto chiara: “La società? Quale società? Credo che mercoledì sera già sapevano la decisione. Hanno rinviato di un giorno magari sperando che qualcuno della società si facesse avanti per tentare un intervento dell’ultimo momento. Ma non è stato così ed eccoci retrocessi in D”. Al coro si unisce Gragnaniello, giocatori tra i piú esperti nella rosa dei campani: “Chi ha perso è il sistema calcio in generale. Un sistema che avrebbe potuto cogliere al volo quanto stava offrendo il Savoia con la sua squadra, il suo staff, i suoi tifosi. Un esempio di correttezza e passione che in un contesto così vergognoso, rappresentava un punto dal quale ripartire. I tifosi hanno subìto umiliazioni di ogni genere con la chiusura dello stadio e tanti assurdi divieti, eppure hanno reagito in maniera assolutamente civile. Noi stavamo per giocarci i play out, un sogno che tutti noi volevamo vivere, ce l’hanno tolto. E allora penso che noi non siamo fatti per questo mondo, ci sentiamo estranei a questo ambiente. Non siamo scesi a compromessi con nessuno, neanche negli allenamenti, nessuno è caduto in tentazione. Penso che il calcio non vuole cambiare perchè altrimenti qui dovevano arrivare tutti per fare un spot su questo tipo di situazione. Noi domani eravamo pronti a riempire lo stadio pur sapendo che tra 15 giorni sarebbe finito tutto sul campo e saremmo falliti”.