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Reggina, un caso patologico…

di Domenico Durante – Ogni fine campionato, per qualsiasi squadra, è momento di riflessione, di riprogrammazione, di correzione di strategie.
Questo momento può essere fisiologico o patologico.
Il caso Reggina è patologico.
Cerchiamo di spiegare il perché.
Intanto si arriva da anni di errori, quindi aggravamenti successivi della patologia, quindi mancanze di cure.
Il presidente ci ha sempre raccontato che era consapevole degli errori, nulla facendo per ovviare agli errori.
Anzi iniziando una nuova serie di identici errori.
Il primo ed il più grave di tutti: pensare di poter fare da soli.
Fino ad un certo punto, questo giochino non ha creato imminenza di morte, in qualche modo si andava avanti.
C’era modo per mettere pezze di fortuna, di alleviare il dolore, c’era tempo per tentare soluzioni tampone.
Ma ora il tempo non c’è più, ora la tappa in linea è diventata una tappa contro il tempo.
Devi trovare una soluzione, non più tampone, ma strutturale.
Con la considerazione che  trovare una soluzione definitiva è più difficile  e richiede maggiore tempo ma il tempo non c’è, al massimo è poco.
Quello che non è stato fatto a tempo debito, ora dovrebbe essere fatto subito.
Gli amici italo australiani vogliono fare bene, controllare con attenzione ma Foti  ha fretta, la Reggina ha fretta, la situazione richiede decisioni immediate e  di largo respiro.
Sarà dura! In bocca al lupo!
Noi tutti vogliamo bene solo alla Reggina e vogliamo il bene della Reggina.