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Ex Reggina, Acerbi: “Racconto la malattia. Da Reggio non sarei mai voluto partire…”

di Pasquale Romano – La vita è bella. Francesco Acerbi può raccontare, a testa alta e con notevole orgoglio, di aver vinto la madre di tutte le partite. ‘Tutto Bene’ il titolo del libro uscito pochi giorni fa (edito da Sperling&Kupfer), inevitabile il riferimento alla lotta con il tumore. Vinto non una ma due volte, quando il male si è ripresentato la paura è diventata il nemico principale da combattere: “Non bisogna assolutamente averne. Ho voluto scrivere questo libro per provare ad aiutare chi vive situazioni simili alla mia. Essere positivi e ottimisti è alla base di tutto, non bisogna mollare altrimenti si è sconfitti in partenza“. Mai come in questi casi il pentolone chiassoso del calcio si rivela materia futile, spogliata di ogni importanza. Tenacia e ostinazione, il bagaglio tipico del difensore ha aiutato Acerbi nella battaglia fuori dal campo: “Adesso posso dire di essere letteralmente rinato, la malattia mi ha fatto maturare come uomo e come calciatore. Ho riscoperto le gioie della vita -dichiara Acerbi ai microfoni di Sport Strill- la speranza non mi ha mai abbandonato ed è questo che voglio trasmettere a chi sta passando un brutto momento”.

Novanta minuti più recupero: è una metafora perpetua quella che lega indissolubilmente il calcio alla vita. Sottile il filo che tiene equilibri spesso spazzati via da un destino ineluttabile: “Ancora mi capita di ripensare allo spareggio di Novara -assicura il difensore classe ’88 – l’epilogo incredibile lo spiego soltanto con il fato a noi avverso, ha infranto sul più bello il nostro sogno. L’esperienza in amaranto è stata unica, sinceramente una delle più belle della mia carriera. Da Reggio non sarei mai voluto partire ma il richiamo della serie A era troppo forte, si trattava di un’occasione da cogliere”. Fa davvero specie ripensare a una Reggina alle porte della massima serie e confrontarla con quella attuale, sprofondata (in attesa della sentenza del Coni) tra i dilettanti: “Il dispiacere è enorme, fa male vederla lì. Da lontano faccio fatica a capire cosa sia successo negli ultimi anni, spero possa arrivare qualche imprenditore che riporti la Reggina dove merita. Il blasone e i tifosi sono senza dubbio da serie A”.

Simone Missiroli uno dei tanti figli del S.Agata, senza dubbio il giocatore con maggior talento sfornato dalla Reggina nell’ultimo lustro. ‘Missile’ da due stagioni è compagno di squadra di Acerbi in maglia neroverde: “Da reggino è ancora più amareggiato per la situazione che si sta vivendo in riva allo Stretto. L’ho ritrovato dopo qualche anno notando la sua crescita esponenziale, è diventato un ottimo calciatore, completo”. Il campionato di serie A è alle ultime curve, il Sassuolo ha raggiunto da tempo l’obiettivo salvezza: “La stagione è stata positiva, sono soddisfatto del mio rendimento e di quanto ottenuto dalla squadra. Non abbiamo mai rischiato di essere invischiati nella zona retrocessione, forse avremmo potuto aspirare a qualcosa di più. Futuro? Ho un contratto sino al 2018 e qui sto bene, se spunterà qualche squadra interessata a me dovrà parlare con la società”.