Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina – Con gli australiani il ripescaggio in Lega Pro sarebbe quasi certo: ecco perchè…

Reggina – Con gli australiani il ripescaggio in Lega Pro sarebbe quasi certo: ecco perchè…

Il calcio è tutto un divenire, soprattutto nella sua politica e nella sua area giudiziaria. Quella che sta per arrivare si preannuncia un’estate infuocata sotto molteplici aspetti e soprattutto in Lega Pro, dove i problemi economici e bilanci al limite del disastro priveranno molte squadre della naturale iscrizione nella terza categoria professionistica nazionale.

Lillo Foti non ha avuto dubbi nel sottolineare come, qualunque sarebbe stato il risultato del campo,  la Reggina, una volta risolti i suoi problemi economici, avrebbe giocato in Lega Pro.

Qualcuno è sembrato storcere un po’ il naso, ma analizzando le carte degli anni passati è stato possibile valutare come la prospettiva sia tutt’altro che remota.

Lo scorso anno gli amaranto non furono riammessi al campionato di Serie B, con il fallimento del Siena, poichè entro il biennio precedente erano stati condannati a scontare dei punti di penalizzazione per slealtà sportiva ai tempi della questione calcioscommesse.   Il posto andò al Vicenza e in quel caso più che di ripescaggio, si parlò di ammissione al torneo cadetto. La dicitura apre giurisprudenza diversa anche a livello normativo.

La Reggina, per raggiunti limiti temporali, questo parametro se l’è lasciato alle spalle e oggi, comunque vada sul campo, potrebbe legittimamente aspirare ad avere un posto in Lega Pro.

Gli australiani impegnandosi a garantire la sopravvivenza del club acquisendo il 51% della proprietà per due milioni e mezzo di euro che servirebbero a chiudere tutte le scadenze stringenti, in realtà aprirebbero prospettive nuove anche alla luce del paventato investimento da dieci milioni di euro in tre anni per riportare la squadra almeno in Serie B.

Ripartire dalla Lega Pro sarebbe un vantaggio.  La divisione unica rappresenta una nuova dimensione per la quale i criteri di ripescaggio o di riammissione non sono stati ancora fissati, ma appare difficile che possano discostarsi troppo da quelli delle passate stagioni.   Difficile, quasi impossibile, credere a un blocco, tenuto conto che per la prossima stagione non è prevista alcuna riforma dei campionati, che nel prossimo quinquennio dovrebbe ridurre a 64 le società professionistiche (18 in Serie A, 18 in B e due gironi di Lega Pro da 18)

Ma quali sono i parametri che comporranno il coefficiente attraverso il quale si redigerà la classifica per i ripescaggi tra le nove retrocesse se a fallire sarà una squadra facente parte dell’organico della Lega Pro  (non neopromossa) della prossima stagione?

Per il 50% conterà la classifica dell’ultimo campionato, per il 25% la tradizione del club e per il 25%  il bacino d’utenza e la media degli spettatori negli ultimi cinque anni.

Stando ai parametri stabiliti nella scorsa stagione (comunque solo teorici oggi)  il primo dato da sommare oscillerebbe,  a titolo di esempio,  tra i 9  punti della squadra con la migliore classifica nella stagione regolare retrocessa attraverso i play out  e 1 punto ottenuto dalla formazione che retrocederà direttamente e con la peggiore classifica di tutti e tre i gironi.

In questa griglia, considerando le attuali graduatorie dei gironi, la Reggina in questa griglia  può aspirare ad arrivare al massimo penultima perdendo i play out.

E dove recuperebbero gli amaranto ?  In tradizione che si calcola così: 10 punti per la partecipazione ad ogni Campionato di serie A dalla stagione sportiva 1929/30 alla stagione sportiva 2014/2015; 9 punti per ogni partecipazione alla Serie B,  4 punti per ogni partecipazione alla terza serie . Verrebbe redatta una griglia con una classifica: da quella con più tradizione (9 punti) a quella minore che prenderebbe 1 punto.    Il coefficiente ottenuto andrebbe moltiplicato per 0,25.

Quali sarebbero le avversarie della Reggina ad oggi ? Pordonenone, Albinoleffe, Pro Patria, Lumezzane, Monza, Gubbio, Forlì, Savona, Pro Piacenza (non il Piacenza, che milita in Serie D), San Marino,  Messina, Aversa, Ischia e Savoia

Neanche la Pro Patria (con 13 campionati  di A e 12 di Serie B in epoche preistoriche del calcio) sarebbe in grado di insidiare gli amaranto, che la farebbero da padroni assieme al Messina anche nella classifica relativa al bacino d’utenza e agli spettatori presenti allo stadio negli ultimi cinque anni.

Anche in quel caso verrebbe stilata una classifica con relativa assegnazione di punteggio in base alla posizione nella griglia, da moltiplicare per 0,25.

Tra le due storiche rivali la faccenda di risolverebbe sul filo di lana, soprattutto se il Messina, in caso di malaugurata retrocessione, si troverebbe a recuperare quanto perso nelle successive due graduatorie nella prima dove avrebbe una probabile supremazia derivante dalla migliore posizione in classifica.

Ma i fallimenti dovrebbero essere ben più di due, ragion per cui il derby in un eventuale ripescaggio avrebbe due vincitori.

E non bisogna dimenticare la situazione del Matera che potrebbe essere retrocesso per illecito sportivo.

La Reggina, dunque,la salvezza può ottenerla anche sui tavoli delle trattative con gli australiani.