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Reggina -Solita storia degli incentivi all’esodo? Buone possibilità di riavere 2 pt, ma…

Sono finalmente note le motivazioni relative alla penalizzazione di tre punti (su sei totali) che grava sulla Reggina e che farà probabilmente la differenza tra una retrocessione e la possibilità di giocarsi la salvezza ai play out.

L’iniziale pena di un punto relativa alla fideiussione presentata oltre la data ultima del 30 giugno, è stata rincarata dopo un ricorso del procuratore federale Palazzi che di fronte alla Sezioni Unite della Corte d’Appello Federale ha chiesto ulteriori due punti di penalizzazione.
La richiesta di Palazzi è stata accolta: altro -2 sulla classifica della Reggina.
La questione assomiglia alla solita: la Reggina, non avendo pagato i propri stipendi e contributi dei tesserati entro il 30 giugno 2014 fino alla mensilità di aprile, secondo Palazzi non avrebbe potuto iscriversi al campionato essendo quella una condizione minima necessaria.

Secondo la Corte d’Appello il procuratore federale avrebbe ragione. Non terrebbe, infatti, la spiegazione data dalla Reggina: i calciatori non potevano essere pagati prima perchè l’accordo con essi era inglobato all’interno del piano di rientro approvato dal Tribunale.
Il piano, presentato presso il Tribunale di Reggio  l’8 maggio 2014, era stato depositato in cancelleria trenta giorni dopo e fino al 30 giugno ci sarebbe stato tutto il tempo per saldare le pendenze con i tesserati.

Sembra tutto chiaro, ma forse non lo è. Le pendenze in questione potrebbero essere ancora una volta essere considerate alla stregua dei famigerati incentivi all’esodo, debiti verso calciatori e allenatori ma che, attraverso delle liberatorie, si sono trasformati in debiti civili e quindi non punibili con delle penalizzazioni sportive.

La Reggina e l’avvocato Panuccio hanno già visto cancellarsi quattordici punti di penalizzazione sui venti totali ricevuti in stagione sempre per lo stesso motivo.

In genere, però, a dare ragione alla Reggina ci hanno sempre pensato le Sezioni Riunite della Corte D’Appello Federale, che stavolta ha dato torto alla società amaranto.

I tempi sono stretti e si ricorrerà subito al Coni, con buona possibilità di riavere due dei tre punti.

Il play out col Messina rischia di essere più che una possibilità.