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Gli spalti semivuoti di Reggina-Ischia

Le motivazioni della Reggina battono il Catanzaro (3-1), ma è una vittoria amara

di Pasquale De Marte– La Reggina, per una volta in questa stagione, fa il suo dovere, batte il Catanzaro nella penultima giornata di campionato e accorcia le distanze sul Savoia, sconfitto come da pronostico a Caserta.

Gli amaranto sono a un punto dai campani, che però nella prossima giornata se la vedranno con un Messina già certo di giocare i play out con il vantaggio della posizione in classifica  e della sfida di ritorno in casa.

I siciliani, tornando con zero punti da Torre Annunziata e  nella peggiore delle ipotesi, si vedrebbero  eventualmente sorpassati solo  con tre punti dell’Aversa nell’ultimo turno.

In sostanza la Reggina per agguantare i play out dovrebbe sperare in un risultato positivo dei rivali. Un destino possibile, ma non facile visto che il Messina, nel prossimo turno, potrebbe scegliere di  fare turn over e risparmiare gli uomini migliori.

E quel che è  certo è che, a bocce ferme. un play out con l’Ischia o con il Savoia, sotto il profilo della pressione dell’ambiente, sarebbe certamente un atterraggio più morbido rispetto ad un derby con gli amaranto,

Ma questo lo si valuterà alla fine della prossima giornata. La Reggina potrebbe, inoltre, vincere un altro ricorso e riavere due punti dal Coni, ma questa è un’altra storia, ancora astratta,  di cui non si conoscono i tempi.

Un’occhio alla partita, uno sullo smartphone per guardare i parziali degli altri campi e la mente rivolta all’Australia.

Per la Reggina il derby con il Catanzaro si gioca così.   I giallorossi, invece, sin dai primi minuti danno l’impressione di non avere il mordente di chi ha grandi motivazioni.

Poco male per una formazione, quella amaranto, che nella prima mezz’ora  di gioco sembra, invece, avvertire la tensione, non riuscendo ad approfittare di un avversario scarico.

Il clima è quello solito: un Granillo semideserto con pochi fedelissimi che più che al campo badano alla fede amaranto, anche perchè sotto il profilo sportivo  ed in attesa di sviluppi societari l’ottimismo non esiste quasi per nessuno.

Ci sono i  tifosi del Catanzaro che applaudono quelli amaranto per il sostegno incondizionato nonostante le note difficoltà.

La partita risulta quasi vuota di contenuti tattici e la temperatura estiva contribuisce a farla assomigliare maledettamente a ciò che è: una sfida di fine stagione dove una delle due squadre non ha nulla da chiedere al campionato.

Dagli altri campi arrivano risultati in chiaro-scuro: con un Messina vittorioso sulla già promossa Salernitana, un’Aversa corsara ad Aprilia contro la Lupa Roma e un Savoia sotto a Caserta dopo la fine del primo tempo.

L’unico vero tiro in porta degli amaranto è un insidioso tentativo dal limite di Armellino prima del gol firmato da Viola al 42′. L’attaccante di Taurianova si fa trovare pronto all’altezza del secondo palo in occasione di un cross di Insigne.

In avvio di ripresa il pareggio del  Savoia a Caserta rende scuri gli orizzonti amaranto, ma è solo un dato momentaneo perchè ben presto i falchetti avranno modo di avere ragione degli oplontini.

I guai per la Reggina arrivano direttamente al Granillo. Al 64′ il Catanzaro perviene al pareggio con Razziti, lesto a ribadire in rete un pallone deviato da Belardi in occasione di un tentativo ravvicinato di Russotto.

Passano poco meno di cinque minuti, però, e la Reggina ritrova il vantaggio: ancora Insigne in versione assist-man pennella sulla testa del neo entrato Di Michele che fa centro di testa.

Nel finale la Reggina balla, ma non subisce e chiude la pratica all’84 con un diagonale di un altro subentrato: Maimone.

Insigne sfiora il poker in un paio di circostanze, ma è solo un dettaglio.  La Reggina vince, ma non esulta.