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Foti abbraccia gli australiani: “10 mln per la Reggina, obiettivo B. Io solo azionista “

di Pasquale De Marte – C’era la preoccupazione che la conferenza stampa organizzata dal presidente Foti fosse condita di belle parole e si rivelasse solo interlocutoria ai fini del futuro della Reggina, fatto di necessità stringenti e diverse nubi, almeno sotto il profilo societario.

E, invece, il 27 aprile del 2015 rischia di essere una data storica. Il patron amaranto ha rivelato di aver trovato un accordo per la cessione del 51% delle quote societarie della Reggina calcio, destinato ad essere acquistato da un gruppo di imprenditori calabresi ormai residenti in Australia e con aziende caratterizzate da fatturati importanti.

“I nostri bilanci sono stati valutati attentamente dai loro consulenti – ha detto Foti – e stiamo lavorando perché a breve si possa mettere nero su bianco. Loro conoscono quella che è la nostra situazione e hanno tutto l’interesse ad imprimere l’accelerazione decisiva”.

Foti ha detto di aver trovato un accordo già sufficiente a garantire il futuro della società e di non essere preoccupato dall’istanza di fallimento presentata da Unicredit

Ma più che di banche, i tifosi  pensano al  campo e le dichiarazioni che arrivano in merito sembrano essere tranquillizzanti: “Trovata la stabilità economica ho pochi dubbi sul fatto che nella prossima stagione giocheremo in Lega Pro, indipendentemente da quello che sarà il risultato del campo. C’è un gruppo di persone serie, per le quali mi sento di esserne il garante, che è pronta ad investire dieci milioni di euro nei prossimi tre anni per costruire una squadra che, a breve, possa portare la Reggina ad ottenere il traguardo minimo della Serie B.  E questa cifra non comprende la somma necessaria all’acquisto delle azioni”.

Una previsione ottimistica, ma non troppo.  Diverse squadre di Lega Pro sono destinate al fallimento per la situazione debitoria che, invece, la Reggina sembra vicina a risolvere.

“La grande parte del nostro debito deriva dalle pendenze con l’Agenzia delle Entrate. Si tratta, tuttavia, di un debito rateizzato dato che per quindici anni dovremo versare cinquecentomila euro nelle casse dell’erario.  Al fallimento – prosegue Foti –  abbiamo preferito provare a risolvere la situazione”.

L’intervento degli australiani non sembra essere vincolato alla questione stadio: “La realizzazione di un nuovo impianto rappresenta la prospettiva più importante per la società e la città, ma arriverà dopo. Pensiamo ad un villaggio dove le famiglie possano passare la domenica, per poi assistere alle partite della Reggina”.

Inevitabile soffermarsi su quello che potrà essere il ruolo di Foti nella società: “Loro pensano a tre figure che andranno a comporre il nuovo organigramma.  La mia figura sarà stabilita dal Consiglio d’Amministrazione e verrà determinata anche in base al contributo che posso dare grazie alla mia conoscenza del sistema”.

Dalle parti di S.Agata si potrebbe parlare inglese, non è un caso che nella conferenza del presidente Foti siano emersi termini nuovi come ad esempio “business plan”, quello che gli australiani avrebbero già chiesto di  predisporre.

Saranno sette i soggetti che rileveranno il 51% del pacchetto azionario per oltre due milioni di euro.

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