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Reggina, speravi di non fare la fine del Foggia. Allo “Zaccheria” ultime speranze

di Pasquale De Marte – “Speriamo di non fare la fine del Foggia”.  Era un ritornello che i tifosi della Reggina ripetevano subito dopo la seconda retrocessione in Serie B del 2009, ignari del fatto che ai colori amaranto sarebbe andato addirittura peggio nell’arco di sei anni.

E ci si riferiva al fatto che dopo essere stati squadra temuta in Serie A non sarebbe stato facile diventare in pianta stabile una formazione di Serie C.

I rossoneri di Zeman hanno fatto la storia almeno quanto gli amaranto di Mazzarri.  Oggi le due realtà sono a sfidarsi nella stessa dimensione, lontana dai fasti della Serie A, ma con prospettive a corto raggio assai diverse, almeno  in ambito sportivo.

La squadra di De Zerbi si lascerà alle spalle questo campionato come un torneo in cui ha sfiorato i play off praticando un calcio distante anni luce dalla tradizionale speculazione tattica dalle Lega Pro, quella oggi affidata a Tedesco è tenuta in piedi unicamente dalla speranza.

La speranza di vedersi restituire a breve dieci punti di penalizzazione e di vedere il Savoia naufragare nei suoi problemi economici.  Due eventualità tutt’altro che certe, ma che potrebbero portare gli amaranto, sempre in attesa degli australiani e della ristrutturazione societaria, a giocarsi la salvezza ai play out.

Lo suggeriscono gli scontri diretti contro avversari tutt’altro che irresistibili come Savoia ed Ischia.

Spareggi che, ad oggi, rischiano di essere l’ennesima occasione per una brutta figura. Lo temono soprattutto i tifosi in vista di un possibile derby con il Messina, ma non sarà compito della squadra pensare ai pensieri dei propri, comunque enconomiabili, tifosi.

L’esonero di Alberti è apparsa l’ennesima mossa tesa a sottolineare le difficoltà tecniche, oltre che economiche, di una società che non conosce ancora il suo futuro, roseo e nero che possa essere.

Giacomo Tedesco ha svolto un ottimo lavoro con la formazione Berretti ed è un altro uomo Reggina che avrà il compito di trasmettere soprattutto appartenenza ad una squadra che anche contro il Savoia non è riuscita a mantenere alta la concentrazione, fermandosi sul più bello.

Esordirà sulla panchina di una squadra professionista sul campo che è stato di suo fratello Giovanni, tra il 1995 e 1997.

Gli amaranto hanno un’unica strada percorribile: vincere le ultime tre partite e tirare le somme, giudizi extra-campo compresi.

Davanti c’è un avversario che non stenderà certo un tappetto rosso.  Allo Zaccheria con la maglia rossonera andranno in campo gli ex Maza e Sarno, entrambi arrivati in pompa magna sullo Stretto e forse valorizzati molto meno di quanto si sarebbe potuto.

Ma è un po’ la storia di tanti che a Reggio non hanno trovato lo stesso humus che, solo pochi anni fa, faceva rendere al massimo calciatori che altrove hanno fatto assai peggio.  E, nei due casi, sebbene la categoria per loro sia cambiata in negativo sembra essersi confermata la tradizione più recente.

Si va in campo alle ore 17.30.

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