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Reggina, il racconto di un’altra giornata surreale. Via anche Alberti

di Michele Favano – L’ennesima occasione gettata al vento da una squadra che sarà attaccata quanto si vuole alla maglia, ma evidentemente fragile ed inconsistente, penetrabile come il burro e con una incisività offensiva scadente. Una squadra che ha bucato il doppio confronto interno contro Ischia e Savoia, dove avrebbe dovuto raccogliere sei punti portandone a casa solamente uno. Una squadra che perso venti volte nel corso di una stagione disastrosa, ha ceduto il passo in sei derby su sette giocati, ha fallito tutti gli appuntamenti decisivi. Una squadra che si è fatta imporre il pari da un avversario totalmente allo sbando, arrivato a Reggio Calabria annunciando il possibile ritiro dal campionato ancor prima della sua conclusione e preparato l’incontro non al chiuso di una struttura, ma per le vie di Savoia, per strada tanto per intenderci. Allo stadio la solita cornice. Da una parte gli ultras che, attraverso l’esposizione di diversi striscioni e con cori incessanti, hanno contestato il massimo dirigente, invitandolo per l’ennesima volta ad andare via. Dall’altra un pubblico che, nella speranza che buona parte dei punti di penalizzazione alla Reggina vengano restituiti, ha sofferto prima e imprecato dopo, per l’esito finale del match. Poi la sala stampa. Alberti a fine gara si è presentato esibendo il solito copione, elogiando la prestazione dei suoi, mostrando fiducia riguardo il ricorso presentato dalla società alla Corte d’Appello e invitando tutti ad attendere la chiusura del campionato prima di dichiarare la Reggina retrocessa. Lo stesso Alberti in quel momento ignorava che tra i protagonisti delle ultime tre giornate, lui non ci sarebbe stato, forse neanche lo immaginava. E si, perchè mentre lo stesso tecnico dibatteva con i giornalisti, il presidente Foti meditava il suo esonero. Arrivato puntuale in serata. Discutibile? Assolutamente discutibile, per una situazione già decisamente compromessa e per la tempistica, perchè nonostante le smentite, segnali in questo senso erano già arrivati da qualche settimana. Giunti al quarto cambio stagionale, è ovvio che il problema di una Reggina quasi sempre ultima non può essere riconducibile solo al tecnico, ma se l’intenzione è quella di dare il classico scossone, il tutto andava eventualmente fatto prima del doppio scontro casalingo con Ischia e Savoia.