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Il Savoia allontana la Reggina dai play out, pari inutile per gli amaranto (2-2)

di Pasquale De Marte – La Reggina fallisce l’appuntamento con la vittoria, il Savoia esce indenne dal Granillo e spinge gli amaranto verso quella che, almeno sul campo,  sembra una retrocessione sempre più vicina.

Anche vincere le ultime tre partite difficilmente porterà gli amaranto alla conquista di un posto nei play out.   L’ultimo posto che, salvo  l’accoglimento del ricorso per gli ultimi dodici punti di penalizzazione, era già matematico adesso è qualcosa più di uno spettro determinato dalla mannaia di Palazzi.

Riavendo i dieci punti ai quali si punta, la squadra di Alberti negli ultimi tre turni dovrebbe recuperare cinque lunghezze sui campani considerando lo svantaggio negli scontri diretti.

Il tempo dei calcoli,  ammesso che fosse mai iniziato, è già finito.   Non è ancora quello del “De Profundis”, ma poco ci manca e toccherà alla squadra provare a cambiare le prospettive con un solo metodo: fare bottino pieno contro Foggia, Catanzaro e Martina sperando che il Savoia non vada oltre una vittoria ed un pareggio.   Sentenza delle Sezioni Riunite della Corte d’Appello Federale permettendo.

LA PARTITA – Ultima contro penultima e, come già accaduto in altre occasioni in questa Lega Pro, lo spettacolo non è di quelli imperdibili.  Sembra saperlo già la gente di Reggio che, anche alla luce della situazione degli amaranto, decide di disertare il Granillo, dove si fatica a credere ci siano più di mille spettatori.

Ed è anche  logico che uno dei punti più bassi della storia amaranto registri il minimo seguito.

Ci si aspetta una Reggina che sputi tutto quello che sin dai primi istanti di gioco, soprattutto contro una formazione che vive le giornate senza avere la certezza del domani, così come gli allenamenti in piazza hanno dimostrato.

Invece, soprattutto in avvio, la compagine amaranto appare molle e distratta.  La morbidezza delle marcatura è il più lampante degli esempi ed arriva dopo neanche cinque minuti, quando il Savoia passa: angolo di Saric  da destra e colpo vincente di Di Piazza.

I padroni di casa sono già al tappeto. La reazione si esaurisce sul piano di nervi con qualche contrasto rude, ma sul piano del gioco si vede poco o nulla.

C’è solo un timido tentativo di Viola su un traversone di Benedetti, ma la squadra di Alberti e tutta lì.   Il solito 5-3-2 non offre adeguate soluzioni offensiva e Alberti prova a dare peso all’attacco inserendo Balistreri al posto del giovane Ammirati sul finire di una prima frazione in cui è soprattutto il Savoia a doversi rammaricare per non aver concretizzato a dovere le opportunità di contropiede avute.

Così non va e dopo una prima frazione poco proficua, il tecnico dei padroni di casa sbilancia ancora la squadra: dentro Masini, fuori Armellino per un disperato 4-2-4.

I frutti si vedono dopo pochi minuti quando un tiro-cross di Cirillo coglie l’incrocio dei pali, con Ungaro e Masini fermati dal portiere al momento della ribattuta a colpo sicuro.

Al 60′ arriva il pareggio: Insigne va via sulla destra a Sirigu e crossa per Viola che spinge in rete la palla del pareggio.

L’inerzia è totalmente favorevole alla squadra amaranto che spreca ancora malamente davanti al portiere Gragnaniello sull’asse Balistreri-Masini.

L’ex centravanti del Catanzaro è costretto a lasciare il campo per infortunio a un Di Michele che si rivelerà decisivo. E’ il 74′ e Viola viene stesso in area, dal dischetto si presenta l’esperto attaccate che spiazza l’estremo difensore.

La gara sembra scivolare via senza troppi problemi per gli amaranto che però al 91′ incassano il pari con un tentativo di Scarpa dal limite.

E’ la fine delle speranze per la Reggina che, a tempo scaduto, si divora il 3-2 con lo stesso Di Michele.

 

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