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Gli spalti semivuoti di Reggina-Ischia

Reggina-Savoia, parla il campo. Finalmente, per entrambe

di Pasquale De Marte – C’è anche il calcio.  Quello vero, quello giocato.  Quando si parla di Reggina, negli ultimi, tempi c’è il serio rischio di dimenticarselo, dato che l’attenzione nelle ultime settimane si è focalizzata principalmente su aspetti che sono solo tangenti all’essenza dello sport: il futuro societario e l’infinito duello (ammesso che questo sia il termine giusto) con la Procura Generale della Figc.

I dodici punti di penalizzazione avrebbero cancellato il senso delle ultime quattro partite per gli amaranto, condannandoli ad una retrocessione matematica, ma c’è la possibilità concreta che almeno dieci di questi vengano restituiti alla classifica della squadra dello Stretto.

Retrocessi matematicamente, senza però esserlo. Bisognerà spiegarlo alla squadra che andrà in campo come se avesse 20 punti, quattro in meno del Savoia che arriva al Granillo con una situazione societaria ancor più drammatica di quella dei padroni di casa.

I campani corrono il serio rischio di non riuscire a completare il campionato, ma è un’eventualità da non prendere in considerazione.   C’è da evitare l’ultimo posto e portarsi a un punto (si fa per dire, in attesa del ricorso alla Corte d’Appello Federale) dal Savoia significherebbe, per la Reggina, potersi giocare  probabilmente fino all’ultima giornata la possibilità di evitare l’ultimo posto e disputare i play out.

Tra dire ed il fare, però, c’è di mezzo il mare: ossia battere il Savoia.  E la Reggina, in questa stagione, di occasioni ne ha fallite tante, al punto da generare scetticismo anche se c’è da affrontare una squadra che ha passato la settimana ad allenarsi in piazza.

La realtà è il vero futuro degli amaranto si gioca fuori dal campo: stabilizzare la precaria situazione economica equivarrebbe a una quasi certa partecipazione al prossimo campionato di Lega Pro, indipendentemente da quello che sarà il risultato sportivo.

La carneficina di società prevista  a giugno lascerà tante caselle vacanti prima della composizione dei campionati, ma un eventuale ripescaggio determinato dall’ingresso di nuovi soci non è certo la prospettiva che affascina di più i tifosi che non accetterebbero di buon grado un’altra retrocessione.

C’è da rincorrere forse un’utopia per la Reggina, ma chi si ferma è perduto e alle 14.30 di domenica  non bisognerà collezionare un’altra magra figura.

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