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Reggina, Giacchetta: “Dobbiamo battere l´Ischia e salvarci. Come nel 1992…”

di Pasquale Romano. Ritorno al passato. Nella stagione 91-92, la Reggina faceva visita all´Ischia e con una vittoria per 2 a 0 metteva il timbro sulla salvezza. Impossibile il remake mercoledi al Granillo: i 3 punti stavolta sono obbligatori ma per continuare a sperare. Mattatore di quella partita fu Simone Giacchetta, autore dell´assist a Mariotto per l´1 a 0 e protagonista della rete del raddoppio: “Una pregevole conclusione dalla distanza, quello realizzato sul campo dell´Ischia é stato uno dei gol piú belli della mia carriera. Quella volta bastava anche il pareggio per ottenere la salvezza, mercoledi invece non ci sono alternative al successo”.

Similitudini e differenze sparse, a 23 anni di distanza. La retrocessione stavolta fa ancora piú paura, alle spalle c´é soltanto l´inferno dei dilettanti: “Allora abbiamo evitato la discesa in C2, la piazza era giá amareggiata e delusa considerato che l´anno prima militavamo in serie B. Speriamo che la storia si ripeta e la Reggina riesca a evitare un doppio crollo. La differenza principale rispetto al 92? Non ho dubbi – assicura Giacchetta a Sport Strill – la storia. Gli anni della serie A pesano sul morale, il ricordo dei tempi belli fa aumentare la rabbia per le delusioni attuali”.

Il passato intimorisce il futuro. Il presente, schiacciato, tra speranze e paure.  Le difficoltá societarie il fil rouge che uniscono i due punti di una storia che vuole proseguire, senza brusche interruzioni: “Spero, e credo, che se la Reggina otterrá la salvezza sul campo riuscirá a sopravvivere, proprio come successe nel 1992. Deferimenti e penalizzazioni devono costituire uno stimolo per far uscire da ognuno il 110% di quello che si ha dentro. I giocatori in questa stagione hanno ricevuto tutti lo stipendio, quindi non ci sono scusanti o alibi che possano far pensare a un impegno minore.  Ora non é il tempo delle polemiche, dobbiamo rimanere tutti uniti e provare a salvare 100 anni e passa di storia amaranto”.

Una sola la via d´uscita, battere l´Ischia. Non esistono scorciatoie o ricette sicure, Giacchetta indica gli ingredienti che mercoledi al Granillo non dovranno assolutamente mancare: “Serve luciditá e spirito di coesione. Le partite durano 90 minuti, non bisogna pensare di segnare al fischio d´inizio ma mettere in conto di poter andare anche in svantaggio, come successo con il Melfi. Lo spirito visto in quella partita é quello giusto. Bisogna allontanare ansie e timori, altrimenti si va in tilt e ogni giocata diventa impossibile”.