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Reggina – Di Michele da “ex epurato” ad eroe. In soffitta le incomprensioni

Non ha più nè il dribbling ubriacante, nè la velocità e lo smalto dei tempi belli quando era arrivato perfino stabilmente in nazionale. A  39 anni non sarebbe potuto essere altrimenti, ma David Di Michele ha intatto nel suo modo di essere una passione quasi viscerale per la maglia della Reggina.

Lo ha sempre detto, anche prima di tornarci quando quella sullo Stretto era soltanto una delle sue tante esperienze in carriera.  Una fetta di vita vissuta con entusiasmo, dopo un avvio disastroso e qualche incomprensione con il pubblico.

Contro il Melfi un gol di fondamentale importanza, segnato quasi con naturalezza. Quella che ti dona la stoffa di essere David Di Michele, la stessa per la quale gli si fa una colpa se sbaglia gol che per lui sarebbero facili.

Gli stessi che hanno sbagliato i suoi compagni ieri, più giovani ma forse con minore classe.    La sua esclusione dal 22 novembre in poi  non si era capita.  Non era al top delle condizione e in campo dava poco dopo l’infortunio al menisco, ma forse allontanarlo addirittura dallo spogliatoio è sembrata l’ennesima mossa azzardata in una squadra e di una società che aveva perso la bussola.

Ne è passata di acqua da quel 22 novembre e Di Michele è tornato in campo. Non è un pilastro dell’ossatura tecnica della squadra, ma forse lo è sotto il profilo della personalità e anche per l’averci messo la faccia dopo la gara con la Vigor Lamezia.

La sua intervista in cui reclamava il ritorno in campo con la Reggina (clicca qui) ha fatto storia e lì resterà, in attesa che possa tornare a far gol decisivi come quelli contro il Melfi.

E forse non è un caso.  Sono 32 in maglia amaranto, con nessun altra casacca ha segnato così tanto.

E’ il tempo dei sorrisi.