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Calcio – Com’è triste la Campania per i giallorossi…

Arriva l’ennesima brutta sconfitta in terra campana per il Catanzaro. I ragazzi di mister Sanderra sembrano trasformarsi lontano dalle mura amiche del “Ceravolo”. In particolare, le aquile, soffrono terribilmente le trasferte in Campania. Dopo la bella prestazione col Foggia, che faceva quasi rimpiangere i punti persi “stupidamente” qua e là, arriva la doccia gelata del “Giraud” che riporta tutti alla realtà. Ma è questa la realtà? Le ultime partite con squadre invischiate nella lotta per non retrocedere, qualche perplessità la lasciano. Non vorremmo pensar male ma sui tre colli, purtroppo, i tifosi sono abituati a insospettirsi e le orribili e inspiegabili prestazioni dei giallorossi con le squadre bisognose di punti, non aiutano a tenere la mente sgombra da cattivi pensieri. È vero che il Catanzaro di Sanderra, per sua natura, trova più facilità ad affrontare le squadre che giocano a viso aperto. È vero che il Savoia, dopo aver trovato il doppio vantaggio, si è arroccato dietro. Ma è vero anche che Russotto e compagni non hanno dato mai l’impressione di voler spingere sull’acceleratore. Il Catanzaro ha tenuto il possesso della palla facendola girare da una parte all’altra del campo, senza cercare mai le verticalizzazioni o la profondità. La squadra di Sanderra è sembrata svogliata fin dal primo minuto. Sembrava aver ammainato la bandiera bianca già dopo il secondo gol del Savoia (erano passati solo 12 minuti dall’inizio della partita). Il gol di Bernardo non ha scosso minimamente la squadra che, se anche avesse voluto provare il forcing offensivo nei minuti finali, non avrebbe potuto farlo a causa di due giocate inguardabili di Bindi. Alla fine le aquile tornano a casa con quattro gol sul groppone. Troppi. Se la stagione è ormai andata per quanto riguarda gli obiettivi, non bisogna dimenticare che la maglia va onorata fino all’ultimo minuto dell’ultima partita. I calciatori sono obbligati a farlo perchè sono dei professionisti. I calciatori sono obbligati a farlo, ancor di più, per rispetto dei tifosi. Ma forse a Catanzaro non è chiara l’antifona e i tesserati dell’Uesse hanno la memoria corta.