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Reggina, ad Aversa l’ultima chiamata per “salvare dignità e categoria”

Riesce ancora a far discutere il post partita con il Lamezia. Perchè non capita tutti i giorni di assistere ad una conferenza stampa così particolare nei termini e nei contenuti, per gli argomenti che si sono affrontati, le discussioni che ne sono venute fuori. Posizioni diverse, confronti accesi, per fortuna un solo obiettivo, quello di riuscire a salvare la Reggina dal dilettantismo. Lo vuole la società, lo vogliono i giocatori, è il desiderio degli addetti ai lavori, come anche quello dei tifosi. Ma tutti consapevoli che tra i propositi e quello che si dovrà realizzare in campo, un vero e proprio miracolo, ci stanno in mezzo una montagna di problemi e difficoltà. Perchè a prescindere dalle buone intenzioni e dai dialoghi tra “uomini veri”, la realtà dice che la squadra è malinconicamente all’ultimo posto della classifica, staccata di quattro lunghezze dalla zona play out, con 17 sconfitte sul groppone, reduce da una serie di prestazioni inguardabili e con limiti fin troppo evidenti dal punto di vista tecnico e caratteriale. Consapevoli che la trasferta di Aversa andrà a determinare in maniera definitiva il futuro di società e squadra, è legittimo chiedersi come con una zavorra così pesante sulle spalle, quella promessa fatta dai cinque senatori, possa tramutarsi in prestazioni diverse e risultati. Fermo restando che questo è assolutamente l’augurio di tutti e la speranza che, almeno stavolta, abbiano ragione loro.