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Calcio – Catanzaro, trionfo sul Foggia. Ma i tifosi….

La ventinovesima giornata di campionato, quella del turno infrasettimanale, regala una gioia ai tifosi giallorossi. Tifosi presenti in pochi sugli spalti del “Ceravolo”. Tra la protesta degli ultras, l’orario proibitivo per i lavoratori e una generale apatia dovuta a un campionato ormai senza ambizioni, sono circa 1500 i sostenitori allo stadio. Un dato davvero triste se si considera che la società di Cosentino aveva fatto registrare, a inizio stagione, 1700 abbonamenti. Tuttavia, con la possibilità di seguire le partite in diretta streaming e le cause di forza maggiore (mercoledì pomeriggio i più fortunati lavorano), i numeri sono questi. Questo è il cosidetto “calcio moderno”. Tralasciando la penosa cornice di pubblico del “Ceravolo”, Cosentino può sorridere. La squadra, pur non potendo più raggiungere i play-off (sarebbe un miracolo sportivo) gioca bene ed è solidissima. Il Foggia è venuto a Catanzaro a giocare a viso aperto come fa sempre e questa mancanza di prudenza gli è costata cara. Sanderra dispone i suoi con il classico 4-4-2 ed è quasi impossibile per gli avversari, scardinare la difesa giallorossa. Le aquile tengono le linee di centrocampo e difesa molto vicine, quasi a formare una mini falange macedone e il risultato è che Iemmello e compagni vengono puntualmente respinti e ricacciati nella propria metà di campo. Quando poi hai dei contropiedisti tecnici e veloci come Russotto, non ti resta che metterti comodo e aspettare. Sanderra l’ha preparata così e ci ha azzeccato in pieno. Il vantaggio giallorosso arriva sugli sviluppi di un calcio di punizione, è vero, ma gli altri due gol e tutte le azioni pericolose create sono nate dai velocissimi ribaltamenti di fronte ad opera di Russotto (migliore in campo) ma anche di Mounard e Mancuso. Buona la prova in mezzo al campo di Sarr, anche se pare ancora troppo “grezzo” e ha qualche difficoltà di troppo quando si tratta di impostare. Prezioso il lavoro di Razzitti in avanti. Il numero nove giallorosso fa reparto da solo, non molla mai un pallone, lo sa proteggere bene e procura spesso le punizioni da cui poi nascono le migliori occasioni del Catanzaro, tra cui anche il gol di Rigione.