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Reggina, ora o mai più. Contro la Vigor Lamezia per cambiare una storia quasi segnata

di Pasquale De Marte – In principio furono gli allenamenti a porte chiuse, poi arrivarono i silenzi stampa e le retrocessioni.

Ci sono tutti, e sono solo alcuni tra gli altri, gli ingredienti più ricorrenti che hanno caratterizzato la negativa escalation della Reggina degli ultimi anni.

Arrivano alla vigilia di una sfida che vale tanto.  Vale il campionato di una squadra che rischia di non riuscire neanche ad evitare la retrocessione diretta in Serie D.

Al Granillo arriva una Vigor Lamezia che, attraverso una programmazione vincente, è riuscita a disputare un campionato al di sopra delle aspettative e ricco di grandi soddisfazioni.

Indimenticabile il poker rifilato agli amaranto all’andata, ripetersi al Granillo sarebbe la ciliegina sulla torta per la stagione e servirebbe ad allontanare il rischio play out, già oggi assai remoto.

Non ci sarà il grande pubblico . La fiducia è tornata al minimo sullo Stretto e l’infrasettimanale di mercoledì alle 14.30 è una scelta a dir poco folle, ma si fatica credere che giocando di domenica ci sarebbe stata troppa differenza.

La Reggina è sull’orlo del precipizio e Alberti sa di avere una patata bollente in mano.  La scelta della difesa a cinque ad Aprilia potrebbe essere riproposta.

Giocare tre giorni dopo la magra figura contro la Lupa può essere un vantaggio, ma solo dopo il fischio iniziale si potrà capire se le tre sconfitte consecutive sono state metabolizzate.

Perché, da parte amaranto, bisognerebbe crederci?  Difficile trovare ragioni logiche e razionali, dopo l’ennesima stagione divenuta un raro concentrato di illusioni e delusioni.

Sarebbe più opportuno concentrarsi sul metafisico e credere nel fatto che i giocatori riescano a trovare dentro soprattutto risorse morali.  La voglia di riscatto che dovrebbe nascere leggendo statistiche impietose.

La Reggina è la squadra che ha vinto di meno e perso di più.  La Reggina è la squadra che ha segnato di meno.  La Reggina è ultima.  In Lega Pro e a un passo dalla Serie D.

Basterà per muovere uno scatto d’orgoglio e cambiare un destino che appare segnato?

Difficile crederci, forse più facile a farsi.

E’ l’ultimo treno. O si sale o si resta a terra.