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La Reggina sprofonda, vince la Lupa (3-1). Ultima possibilità contro la Vigor Lamezia?

di Pasquale De Marte – Gli episodi non la aiutano, ma la Reggina non fa abbastanza per riuscire a superare le difficoltà. Cade ancora, stavolta contro la Lupa Roma.

Per la prima volta i capitolini, in questa stagione, segnano tre reti nella stessa partita e il dato serve a dare ulteriori dimostrazioni di quanto possa essere complicata la stagione ed il momento degli amaranto.

Le prossime sfide contro Lamezia, Melfi e Aversa saranno decisive per sapere se davvero la squadra sarà in grado di evitare almeno la retrocessione diretta.

L’impatto scenografico dello stadio di Aprilia sembra essere lo strumento giusto per dare il metro della situazione in cui si è cacciata la Reggina. Poco interessa ai tifosi amaranto, protagonisti del solito sostegno incondizionato e presenti in buon numero nel settore ospiti del “Quinto Ricci”.

Cambia il modulo Alberti e sceglie il 5-3-2 con Gallozzi e Benedetti sugli esterni. Torna Insigne, mentre in porta c’è Kovacsik e non Belardi per un infortunio dell’ultimo minuto.   La Lupa Roma non è un avversario irresistibile, ma resta un ostacolo complicato per una squadra in difficoltà come quella amaranto.

Il fallo subito da Insigne e per il quale l'arbitro Mei aveva dato il vantaggio
Il fallo subito da Insigne e per il quale l’arbitro Mei aveva dato il vantaggio

Sotto il profilo mentale l’impatto degli ospiti sul match appare piuttosto aggressivo e non è un caso che dopo dieci minuti siano già due gli ammoniti:  Viola e Zibert.

La partita non è bella e le uniche fiammate le regalano gli attaccanti della formazione dello Stretto.

A mettere i bastoni tra le ruote della Reggina ci pensa anche  Mei di Pesaro che, attorno al ventesimo, reinterpreta la norma del vantaggio a modo proprio.  Viola viene atterrato al limite, il direttore di gara lascia proseguire e Viola arriva solo davanti al portiere Rossi che, vedendosi aggirato, atterra l’attaccante.

Il fischio sembrerebbe prefigurare la concessione del rigore e forse il rosso per l’estremo difensore, ma l’arbitro torna indietro ed indica il calcio di punizione dal limite, tra le proteste dei calciatori ospiti.

I tifosi amaranto presenti al "Quinto Ricci di Aprilia"
I tifosi amaranto presenti al “Quinto Ricci di Aprilia”

Calcia Insigne, la palla va vicina all’incrocio e questo non fa che acuire l’amarezza per il torto subito

Per quaranta minuti la propulsione offensiva dei padroni di casa è impalpabile e serve uno svarione della difesa amaranto per portare Tulli nelle condizioni di calciare verso la porta da posizione ravvicinata, ma defilata.  Bravo Kovacisk a respingere di piede e fortunato nel non trovare nessun avversario sulla traiettoria della respinta.

Al 47′ però matura la frittata: Di Lorenzo cerca un dribbling sulla propria tre quarti e perde palla,  la raccoglie Raffaello che con un movimento in orizzontale taglia fuori tutta la difesa che è troppo lenta nel ripiegare.    Il tocco in profondità del centrocampista raggiunge Tulli che, stavolta, fa centro a un istante dalla fine della prima frazione.

E’ una mazzata per il morale amaranto.   Nei primi minuti della ripresa la Reggina non dà la sensazione di poter esser da subito pericolosa, ma maledice la sfortuna per la traversa colpita da Maimone con un sinistro al volo, arrivato come un fulmine a ciel sereno.

Alberti richiama Gallozzi e inserisce Di Michele. La mossa si rivelerà azzeccata: Insigne crossa da destra, una deviazione trae in inganno Frabotta che buca l’intervento, la palla arriva a Di Michele che con grande freddezza

L’inerzia sembra favorevole alla Reggina, ma è solo un’impressione vanificata dalla solita imbarazzante tenuta difensiva amaranto. Al 72′ Cascone riceve in area in un occasione di un piazzato, si gira e coglie il palo, ma la sfera batte su un poco reattivo Kovacsik ed entra.

Passano pochi minuti e l’occasione per il pareggio è immediata, ma da due metri Armellino, bravo a smarcarsi su un corner, non centra la porta di testa da due metri. L’opportunità mancata è clamorosa.

La formazione di Alberti  si sbilancia per trovare il pareggio e l’ex napoletano Bariti la punisce all’82’ chiudendo una grande discesa sulla destra con un preciso pallonetto che fa partire i  titolo di coda sul match, non sugli encomiabili sostenitori che, in barba al momento, continuano a cantare in nome della propria fede.

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 REGGINA-LUPA ROMA 3-1, IL TABELLINO

REGGINA (5-3-2):  Kovacsik; Gallozzi (58′ Di Michele), Di Lorenzo, Cirillo, Aronica, Benedetti; Armellino, Zibert, Maimone (88′ Maimone); Viola (84′ Salandria), Insigne.  A disp: Belardi,  Ammirati, Karagounis,, Ungaro, Velardi. All: Alberti

 

LUPA ROMA (4-3-1-2): Rossi; Frabotta, Cascone, Pasqualoni, Celli;  Bariti, Capodaglio, Raffaello; Margarita (62′ Cerrai); Tulli (82′ Martorelli) , Del Sorbo (69′ Tajarol). ( A disp: Santi, Conson, Santarellm, Mastropietro. All: Cucciari

Ammoniti: Viola, Zibert, Cascone, Di Lorenzo

Arbitro: Mei di Pesaro

Marcatori: 47′ Tulli, 69′ Di Michele, 72′ Cascone, 81′ Bariti

Recupero: 2′ e 4′.