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Reggina – Quella passione mai sopita per la difesa a tre…

Contro la Lupa Roma la Reggina potrebbe fare un tuffo nel passato, assai recente a dire il vero.

I successi di Antonio Conte e l’escalation di Mazzarri hanno riportato in auge la difesa a tre in tutta Italia, un qualcosa che assomiglia molto al concetto del libero staccato di qualche decennio fa con due marcatori.

La difesa a tre molto spesso cela una retroguardia a cinque e e rappresenta, perciò, un modulo assai più difensivo di un 4-4-2, ad esempio.

Non sono durati molto gli allenatori arrivati a Reggio nell’ultimo decennio e che abbiano avuto voglia di usare il proprio credo calcistico differente da quello tanto usato sullo Stretto.

Novellino, profeta del 4-4-2, ne è un esempio fulgido, sebbene, anche lui nelle sue ultime uscite prima dell’esonero, avesse scelto di cambiare in favore della difesa a tre.

Lo stesso si potrebbe dire per Ficcadenti ai tempi della Serie A.

La beffa più atroce è quella subita da Ciccio Cozza, uno che realmente avrebbe voluto giocare a tre , ma disse di non avere gli uomini soprattutto sugli esterni per farlo.

Il mercato di gennaio, per un eventuale 3-5-2, ha portato in dote Benedetti e Gallozzi che potrebbero occupare le corsie esterne.

Saranno loro gli uomini che, sullo stesso campo e con le dovute proporzioni, proveranno ad emulare le gesta di Modesto e Mesto?

Sembra proprio di si. E contro la Lupa Roma potrebbe essere tornato il momento della difesa a tre…