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Reggina, situazione poco rassicurante. Intanto Alberti cerca soluzioni alternative

di Michele Favano – Paura e preoccupazione in casa Reggina e tra la tifoseria. Nell’immediatezza per le vicende sportive, guardando al futuro per quelle economiche della società. Entrambe, purtroppo, si incanalano verso un percorso poco rassicurante. Per quello che riguarda il calcio giocato, spazzate via, nel giro di due settimane, quelle illusioni maturate da segnali di ripresa mostrati dalla squadra, adesso nuovamente in difficoltà. Un’alternanza di comportamenti e prestazioni che oggi colloca la Reggina all’ultimo posto della classifica. Un ritorno al passato poco rassicurante, una squadra che si scioglie al primo affondo degli avversari, così come accadeva quando a scendere in campo erano i giovanissimi. Un problema che tutti si era convinti di aver superato, dopo l’inserimento in organico di elementi esperti e di categoria. Alberti prova a nascondere problemi e difetti del suo gruppo, almeno pubblicamente, intanto lavora per modificare atteggiamento mentale e tattico. Prove di 3-5-2 ad inizio settimana, l’idea di aggiungere un altro difensore vero nel reparto arretrato e dare la possibilità a due calciatori di piede e corsa come Benedetti e Gallozzi di sfruttare a pieno le corsie laterali. In mezzo al campo continuano a ruotare i centrocampisti, ma è complicato riuscire a sopperire alla mancanza effettiva di elementi qualitativamente dotati. Altrettanto difficile individuare una coppia d’attacco capace di invertire quanto fatto, veramente poco, dal punto di vista realizzativo in ventisette giornate di campionato. Prende quota Alessio Viola, si aspetta il primo gol di Balistreri, scalpita Insigne.