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Matera di un’altra categoria per un’ora, alla Reggina non basta il cuore (ko 2-3)

di Pasquale De Marte –  Il Matera espugna il Granillo e lo fa con merito. La Reggina ha saputo opporgli il cuore e la forza della disperazione, ma a certi livelli non basta-

Troppo ampia la forbice tecnica e organizzativa tra le due formazioni,  preoccupante l’encefalogramma piatto degli amaranto che, per un’ora di gioco, non hanno dato alcun tipo di segnale.

Solo dopo il rallentamento della squadra di Auteri, a partita abbondantemente decisa, si è vista la reazione che ha portato la Reggina a pochi centimetri da un clamoroso pareggio, quelli che sono passati tra lo specchio della porta e l’ultimo tentativo di David Di Michele in pieno recupero.

Un premio troppo corposo per la prestazione degli amaranto, ma che forse avrebbe rappresentato un’importante iniezione di fiducia per il prosieguo del campionato.

L’obiettivo era quello di riscattare l’inopinata sconfitta di Cosenza e l’approccio della squadra di Alberti nei primi minuti sembra essere persino quello giusto. Basteranno pochi minuti perchè la buona impressione si concretizzi in nessun tiro in porta.

Il Matera, dopo i primi dieci minuti, esce fuori dal guscio e palesa, senza troppe difficoltà, la netta superiorità rispetto all’avversario.   Disastrosa la tenuta difensiva della Reggina.  Basta un lancio di quaranta metri per mandare in tilt il pacchetto arretrato amaranto ed è così che al 26′ Carretta riceve da Mucciante, si invola verso la porta  e porta avanti i lucani.

Troppo morbida la marcatura di Camilleri, scelto come sostituto dello squalificato Aronica e vistosamente in difficoltà dopo il periodo trascorso lontano dal terreno di gioco per precise scelte tecniche.  Il dato trova conferma quando il difensore siciliano è sfortunato protagonista dell’azione che porta al rigore per gli ospiti.

E’ un suo fallo di mano a portare al rigore fallito da Letizia al 34′: monumentale Belardi nella circostanza nell’opporsi al tentativo dell’attaccante dagli undici metri e sulla ribattuta a colpo sicuro.

Il Matera gioca sul velluto,. La sterilità offensiva e la vulnerabilità difensiva dei reggini hanno la quasi matematica conseguenza nel raddoppio biancazzuro che arriva sul finire della prima frazione ed è il frutto di una grande azione corale, concretizzata al massimo dall’ex catanzarese Madonia al 44′  con una giocata tesa ad eludere la marcatura di Di Lorenzo e a superare Belardi.

La Reggina è al tappeto.   Alberti prova a cambiare la musica inserendo Ungaro e Salandria al posto di Camilleri e Maimone, ma al 56′ Carretta firma il tris scattando in sospetta posizione di fuorigioco.

Al 70′ la Reggina riapre la contesa:  Masini da sinistra mette in mezzo un tiro-cross che il neo entrato Alessio Viola deve solo spingere in rete.   Al 90′ Salandria si incunea nell’area lucana e mette in mezzo un pallone che Ungaro trasforma in gol.   E non è un caso che nelle due vane realizzazioni amaranto a mettere la firma siano tutti i tre calciatori entrati a gara in corso.   Cambi azzeccati o formazione iniziale sbagliata? Il confine è sempre sottile.