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Reggina inesistente, il Cosenza vince facile il derby (2-0)

di Pasquale De Marte – Una pessima Reggina si arrende al Cosenza e mette in archivio la quinta sconfitta su sei derby giocati, un dato che non ripaga certo i tifosi amaranto, presenti in massa anche al San Vito e nonostante tutte le limitazioni determinate dalle leggi vigenti.

“Serie D, Serie D” canta il pubblico del Cosenza, una beffa che ha portato ad un confronto tra la tifoseria e la squadra a fine partita.

Ma il punteggio del campo lascia poco spazio a repliche e riflette fedelmente una partita che non ha quasi mai avuto storia.

Un risultato che stravolge il trend di un derby che da quasi quattro lustri parlava unicamente amaranto. Dal 1996 i lupi  non riuscivano a vincere.

In campo, nel primo tempo, c’è solo il Cosenza.   La squadra di Roselli resta corta e con pazienza attacca una formazione ospite che patisce vistosamente il dinamismo dei padroni di casa.

L’approccio alla sfida dei lupi è decisamente migliore rispetto a quello della squadra amaranto, che perde la maggior parte dei rimpalli e arriva sempre per seconda sulle palle vaganti.

Grande protagonista della sfida è l’attaccante rossoblu De Angelis che prende parte a tutte le azioni pericolose dei padroni di casa della prima frazione.

Si prende le maledizioni dei tifosi quando, dopo pochi giri di lancette, solo davanti a Belardi decide di mettere in un mezzo un pallone che, invece, finisce nel nulla.

La prova della Reggina è, inizialmente,  un concentrato di disattenzioni, di imprecisioni in appoggio e incapacità di attaccare con convinzione un avversario che, classifica e ultimi risultati alla mano, arrivava al match con qualche problema di troppo.

L’unica vera palla-gol per gli amaranto arriva direttamente da calcio d’angolo quando una traiettoria mancina di Benedetti rischia di finire in gol, ma l’intervento di Caccetta sulla linea è provvidenziale.

Al 21′ e nell’area opposta , in un’altra azione generata da un angolo, ‘ è De Angelis a sbloccare il derby con un colpo di testa dal limite dell’area piccola.

L’attaccante potrebbe ripetersi ma con un tiro al volo di destro da pochi metri trova solo l’esterno della rete.

Della Reggina non c’è più nessuna traccia.  Le azioni d’attacco si mantengono prevedibili e gli attaccanti non si vedono mai dalle parti del portiere Ravaglia.

Alberti capisce che così non va e, nella ripresa, ridisegna la squadra con il 3-4-3.  Una scelta che, se non altro, contribuisce a dare nuova linfa alla squadra che soffre meno che nel primo tempo.

Ciancio sfiora l’autogol in occasione di un corner .  Di Michele rileva Gallozzi e il tridente, completato da Balistreri e Masini, diventa puro.    A sinistra l’asse Di Michele-Benedetti inizia a generare qualcosa di interessante, ma la speranza amaranto viene stroncata sul nascere dal raddoppio silano: al 70’ Criaco trova lo spazio per servire in profondità Cesca che sfrutta una linea amaranto troppo alta e segna dopo aver aggirato Belardi.

Ma è il portiere amaranto ad evitare l’imbarcata con un prodigio su Caccetta lanciato a rete

Per la Reggina dopo l’ennesima sconfitta pesante sarà tempo di ricominciare. Ancora una volta e non è detto che ci si riesca sempre.