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Cosenza-Reggina, il derby che infiamma i poli opposti della Calabria

Questione di campanile e non solo. Per nessuna delle due tifoserie la sfida è in cima alla classifica delle rivalità più sentite, ma in entrambi i casi si assesta al secondo posto.

Per gli amaranto non è il derby col Messina, per i lupi non è quello con il Catanzaro ma al San Vito (fischio d’inizio alle ore 15) nessuno vorrà lasciare strada all’avversario. E ci mancherebbe vista l’altissima posta in palio. Vincere, per una delle due squadre, aprirebbe orizzonti importanti. La squadra di Alberti, dopo aver messo in fila risultati importanti contro squadre di alta classifica, è chiamata alla conferma negli scontri diretti, destinati ad essere un passaggio chiave nel tentativo di risalita della formazione dello Stretto.

Solo un mese fa la Reggina veniva data già per dispersa ed invece, grazie al calciomercato e alla preziosa opera del tecnico, è tornata prepotentemente in corsa. Il Cosenza, partito malissimo, sembrava aver trovato il bandolo della matassa con l’avvicendamento in panchina tra Cappellacci e Roselli.

L’avvento del nuovo tecnico ha portato benefici alla formazione silana, passata dal fondo alla metà della classifica fino al black out delle ultime settimane. Una serie di pareggi e sconfitte ha vanificato l’exploit della fase finale del girone d’andata e ora nel derby i silani si giocano tanto dopo aver perso in parte la fiducia dei tifosi con la sconfitta contro il Catanzaro.

Un ko immeritato, ma pur sempre una sconfitta nella partita dell’anno.

Comunque vada chi dovesse perdere finirebbe nei guai, un pareggio non sposterebbe probabilmente gli equilibri.

Ma è sempre un derby e nessuno vorrà perderlo.

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