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Reggina, arriva una nuova penalizzazione ma è solo di un punto

Era lecito aspettarsene tre, ma alla fine la tesi difensiva della Reggina ha ancora una volta avuto successo.

Il TFN ha sanzionato la società amaranto con un punto di penalizzazione per non aver presentato  entro il termine ultimo del 30 giugno 2014 la fideiussione di seicentomila euro necessaria per l’iscrizione al campionato.

Non arrivano, invece, sanzioni per presunti ritardi sulle questioni stipendi di marzo e aprile 2014, essendo, la situazione, stata inglobata nella questione “incentivi all’esodo e ristrutturazione del debito”, già affrontata in un procedimento precedente in cui ha vinto la tesi difensiva dell’avvocato Panuccio.

Non è da escludere, però, che dopo aver letto la sentenza la società non decida di ricorrere ulteriormente affinché venga riconosciuta l’illegittimità del punto di penalizzazione, che ad oggi appare dall’esterno un pena oggettiva difficile da sconfessare.

Quel che è certo che dai sette punti di penalizzazione la Reggin0, male che vada,  se ne troverà sul groppone solo uno.

 

Qyeste le motivazioni a cui si aggiunge l’imibizione per allora amministartore unico Giuseppe Ranieri:

Il deferimento è parzialmente fondato e, quindi, va solo in parte accolto. Risulta dalla documentazione in atti che la Reggina ha depositato, in data 8 maggio 2014, presso il Tribunale di Reggio Calabria, un ricorso per l’omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti (tra i quali quelli formanti oggetto del presente procedimento, la cui mancata attestazione di pagamento, alle rispettive scadenze federali, viene oggi contestata), ex art. 182 bis legge fallimentare, e che detto accordo di ristrutturazione è stato omologato dal suddetto Tribunale con decreto in data 17 giugno 2014. Ne consegue che, trovando la regolamentazione del pagamento dei suddetti debiti (per cui oggi si discute) la propria disciplina nella norma statuale che regolamenta l’esecuzione dell’accordo di ristrutturazione così come omologato dal Tribunale di Reggio Calabria, in questa sede non è contestabile alla Reggina la violazione delle norme federali di riferimento, avendo prevalenza, nel caso di specie, la normativa statuale, in quanto a questa sovraordinata. Quanto sopra, se comporta il proscioglimento dall’addebito dai capi di deferimento di cui ai punti 1), lettere b) e c), non porta al rigetto della contestazione in merito al mancato deposito della richiesta fideiussione dei termini. Infatti, il mancato adempimento di tale onere, a cui la Reggina era tenuta entro la data del 30 giugno 2014, non era legato in alcun modo all’accordo di ristrutturazione (nel quale non se ne trova, ovviamente, traccia), non riguardando un debito gravante sulla Società, ma, viceversa, l’adempimento a un onere che la Reggina avrebbe dovuto soddisfare entro il 30 giugno 2014 e che, peraltro, ha adempiuto, con ritardo, in data successiva a quello dell’intervenuta omologazione del suddetto accordo seppur in data antecedente rispetto al termine concesso, dall’art. 182 bis L.F., ai creditori o ad altri interessati per proporre eventuali opposizioni. Questo, a conferma che detto adempimento poteva essere ben posto in essere entro la data del 30 giugno 2014, non essendo legato alla mancata presentazione di eventuali opposizioni da parte di terzi. In merito alle sanzioni, questo Tribunale federale nazionale, sezione disciplinare, ritiene congruo irrogare al Sig. Ranieri la sanzione dell’inibizione per mesi 2 (due) e alla Reggina quella della penalizzazione di punti 1 (uno) in classifica da scontarsi nella corrente stagione sportiva. P.Q.M. Accoglie parzialmente il deferimento proposto e per l’effetto commina al Sig. Giuseppe Ranieri la sanzione dell’inibizione di mesi 2 (due) e alla Regina Calcio Spa la sanzione della penalizzazione di punti 1 (uno) in classifica, da scontarsi nella corrente stagione sportiva.

 

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