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La traversa ferma due volte la Reggina, la Juve Stabia si salva al Granillo (0-0)

di Pasquale De Marte – Poco divertimento, tanti sbadigli e se ci fossero stati da assegnare necessariamente i tre punti a meritarli sarebbe stata la Reggina.  Invece, gli amaranto e la Juve Stabia si dividono la posta in palio, con tante recriminazioni soprattutto da parte dei padroni di casa.

E’ fortissimo il rammarico per non aver centrato una vittoria, mancata davvero per pochi centimetri. Quelli che dividono il gol dalla traversa, addirittura doppia, centrata quasi al novantesimo.

Prima da Masini di testa e poi da Alessio Viola sulla ribattuta in acrobazia.   Niente da fare per i reggini che maledicono la sfortuna e continuano, anche se a piccoli passi, la propria scalata verso le posizioni che valgono la salvezza.

Al cospetto della terza forza del torneo gli amaranto confermano i progressi evidenziati nelle ultime settimane.  Gli innesti del mercato di gennaio hanno portato personalità, capacità di stare in campo e un deciso miglioramento nella lettura delle situazioni.

Gli avversari hanno qualità, ma nel primo tempo non c’è traccia delle vespe nella metà campo dei padroni di casa che sono ampiamente padroni del gioco.

Gli attaccanti campani finiscono nella morsa della difesa amaranto, dove Aronica e Cirillo giganteggiano con l’ausilio di Di Lorenzo a destra. A sinistra, invece, Benedetti sembra avere maggiore licenza di offendere in un 4-3-3 in cui si fa valere soprattutto Zibert.

Lo sloveno gioca davanti alla difesa e dimostra di avere un potenziale tecnico e fisico importante.

E’ comunque una Reggina che non trova qualità nella giocata risolutiva e quando ciò avviene deve confrontarsi con la poca concretezza dei suoi attaccanti, come quando, da sinistra, Gallozzi crossa per Masini che, di testa e con tutta la porta aperta, non riesce a trovare l’impatto col pallone  a pochi metri dal bersaglio.

E quella, avvenuta al 19′, resterà a lungo l’unica vera palla gol di tutto l’incontro.

Da una parte e dall’altra riscuotono poco successo i lanci lunghi, visto il dominio delle due retroguardie sui palloni alti e lunghi.

La ripresa regala pochissimi spunti e mette in evidenza una Reggina meno capace di gestire il gioco, ma anche una Juve Stabia praticamente mai pericolosa.

La girandola dei cambi non sposta gli equilibri della partita  e Alberti perde Belardi per infortunio.   I campani restano in dieci il secondo giallo a  Cancellotti e c’è ancora lo spazio per quella maledetta doppia traversa che, per almeno questa settimana, sarà a lungo nei pensieri di quanti gravitano attorno all’ambiente amaranto.

Anche se, già da domani, sarà tempo di pensare al derby col Cosenza.