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Reggina, chi si vorrà imbarcare su una nave che affonda?

di Michele Favano – Vorremmo avere in questo momento le stesse convinzioni di mister Alberti. E’ chiaro che il suo messaggio è forzato dalla necessità di tenere viva l’attenzione di una squadra che rischia di subire un brutto colpo sotto l’aspetto psicologico. Perchè un derby lo puoi anche perdere, sicuramente non con queste proporzioni. Le ripercussioni dopo la sconfitta subìta nella partita di andata si ricordano ancora, adesso potrebbero essere ancor più pericolose. Giungono in un momento particolarmente delicato della stagione, con il gruppo che aveva abbozzato un tentativo di rimonta, pur rimanendo sempre all’ultimo posto della graduatoria e con un margine consistente dalla zona salvezza diretta. Rimettere a posto i cocci non sarà facile, si riparte nuovamente da zero, dopo che lo stesso Alberti qualcosa era riuscito a costruire proprio nelle ultime settimane. Ed aspettando che il contributo di Cirillo ed Aronica possa essere concreto al più presto, avendo individuato in Gallozzi un elemento interessante per irrobustire il centrocampo, mancano come il pane diverse altre pedine. C’è bisogno di fosforo in mezzo al campo, la Reggina arriva raramente alla porta avversaria, se non per iniziativa personale di Insigne. C’è la necessità di avere in campo attaccanti veri, capaci di spostare e preoccupare le difese avversarie, capaci di creare pericoli ed incutere timore. Il tempo a disposizione sta per scadere, il mercato tra una settimana chiude i battenti, non sarà possibile aspettare le ultime ore, perchè prima del due febbraio si scenderà in campo contro il Lecce. Alberti continua a ripetere di aver comunicato alla società dove è fondamentale intervenire, manifestando fiducia sull’esito delle trattative avviate. Il rischio, però, adesso più di prima, è quello di incassare altri no.