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Messina-Reggina, dalle stelle alle stalle. Ma il Derby è sempre il Derby

di Pasquale De Marte – Per qualcuno il successo è che Messina e Reggina tornino ad affrontarsi con due sindaci alla guida delle due città.  Non era facile alla luce di qualche commissariamento del Comune, qua e là nel tempo,  su entrambe le sponde.

Per qualcun altro più che al campanile bisognerebbe pensare al fatto che per andare dalla sponda calabra a quella sicula, di domenica, senza passare per Villa San Giovanni c’è un solo aliscafo che fa due volte avanti e due volte indietro. Generalmente un problema dei soli pendolari che, per una volta, diventa attuale anche per altre utenze.  Miracoli del derby.

Per qualcuno sarà triste vedere un grande stadio come il San Filippo quasi vuoto per problemi agibilità e il fatto che si sia faticato a esaurire i 6900 tagliandi (compresi gli 800 degli ospiti)  la dice lunga sul fatto che la curva dell’entusiasmo sia davvero  lontana dai massimi storici su entrambi i poli.

La verità è però che, per chi c’è e c’è sempre stato da entrambe le parti, l’avvicinarsi delle 14 di domenica ha reso, ogni minuto di più, l’aria più elettrica.

Saranno i soliti novanta minuti di battaglia, in cui conterà poco che in campo ci sono l’ultima e quint’ultima del campionato di Lega Pro.   Dietro l’angolo c’è la Serie D, ma Messina e Reggio non ci penseranno.

Mancano Amoruso, Cozza, Riganòi e Schillaci.  Mancano le categorie che contano e forse anche una certa tranquillità.

Da un lato le incertezze dei siciliani, ancora una volta espressi da Lo Monaco.  Dall’altro quelli della Reggina che dopo i disastri del girone d’andata cerca nel mercato risorse che possano aiutarla a risalire la china, dopo aver respinto a chiare lettere le tesi sulla presunta precarietà economica della società.

Tra chi, Grassadonia, ha gli uomini contatti dopo il calciomercato e chi, Alberti, deve fare i conti con un’età media bassissima è difficile ipotizzare che lo spettacolo possa vedersi in campo.

Problemi simili che richiedono soluzioni diverse e forse destini comuni, come è nell’ordine delle cose per i due popoli da secoli e non solo nel calcio.

E’ un derby diverso sotto molti punti di vista, ma resta uguale nelle strade.  E come tale, comunque vada, farà storia.