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Derby dello Stretto, bordate di Lo Monaco: “Non riacquisterei mai il Messina. Gli occasionali e la Reggina…”

All’andata disse che la Reggina era super favorita e il metter le mani avanti fece girare dalla sua anche un pizzico di fortuna. Ci riprova Pietro Lo Monaco, anche al cospetto di una squadra ultima in classifica e che sarà imbottita di giovani nell’undici titolare.

“La Reggina paradossalmente sta meglio di noi psicologicamente.  Non verrà qui come vittima sacrificale Viene da tre risultati utili consecutivi e si  sa che i derby sfuggono ai pronostici.  Noi, invece, abbiamo l’obbligo di vincere, dopo avremo un ciclo di partite proibitive che potrebbe peggiorare la nostra classifica. I conti, comunque, dovremo tirarli alla fine”.

Il presidente del Messina tiene anche i piedi per terra sull’importanza della posta in palio: “Per i tifosi è la partita dell’anno. Noi sappiamo che, comunque vada, la salvezza dovremo conquistarla nel resto del campionato. E anzi mi meraviglio del fatto che si sia dovuto aspettare questa partita per superare le cinquemila persone allo stadio.  Rivolgo apprezzamento solo a chi  c’è sempre stato.  Paghiamo 2400 euro di affitto dello stadio per una singola partita e incassi spesso inferiori, cosa che non avviene neanche a San Siro “.

C’è un po’ di malcontento per un mercato avvenuto soprattutto in uscita nel mese di gennaio: “Delle nove partenze sono partiti solo tre titolari: Bjelanovic che ha inciso poco,  Pepe che ha messo poco in mostra le sue qualità e Bucolo che ha chiesto di essere ceduto. Sono arrivati Ciciretti e Mancini che sono due giocatori di grande qualità. Sappiamo che dobbiamo lottare per mantenere la categoria, ma sembra quasi che sia una scelta nostra. La verità è che mantenere una struttura di 300 dipendenti, tra prima squadra e giovanili,  non è assolutamente semplice.  Se tornassi indietro non riacquisterei il Messina, se l’ambiente non è in grado di mantenerlo, questo gioco è destinato a concludersi perchè una sola persona non può farcela da sola.  Sappiamo che la città è alla canna del gas, la colpa è di chi l’ha governata e anche della gente “.