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Reggina, gli ultras della Gradinata: “Se la squadra è quella vista contro Martina e Casertana…”

“E’ stata sempre la lotta, a dar vita ai nostri pensieri ed al nostro modo di essere. La lotta a
difesa di un simbolo, di una bandiera, di un territorio. La lotta contro una società moderna
sempre più arida, la lotta – scrivono gli ultras della Tribuna Est —  contro un calcio folle e malato in cui i nostri “antichi valori”non si
riconoscono più, la lotta contro un sistema che vorrebbe insegnarci che a comandare ed a
vincere devono essere sempre i più potenti. Una filosofia, uno stile che ci ha fatto da fedele
compagno non solo nelle nostre infinite avventure sui gradoni di uno stadio, ma anche nella vita
di tutti i giorni. Proprio per tale motivo, abbiamo alzato la voce contro una squadra che
ultimamente stava disonorando i nostri colori. Una voce piena di rabbia e di sdegno, perchè le
categorie e le classifiche possono lasciare il tempo che trovano, ma non consentiremo mai a
nessuno di calpestare la nostra gloriosa storia e la nostra gloriosa maglia. Allo stesso modo, ed in
virtù degli stessi principi, è giusto prendere atto che gli amaranto, in queste prime due partite
del 2015, sono scesi in campo proprio come piace a noi, proprio come pretendiamo: con il
sangue agli occhi, lottando su ogni pallone.
Se la Reggina è quella vista contro Martina Franca e Casertana, allora merita il nostro sostegno
ed il nostro rispetto. Merita di riavere il tifo caldo e passionale che l’ha accompagnata nella
prima parte della stagione, al di là del risultato finale. E’ il momento di ricompattarsi, ancora
una volta. Di tornare ad alzare al cielo i nostri simboli ed il nostro boato ribelle. Nella settimana
che porta dritti a dritti al derby dello Stretto, vi invitiamo a riprendere sciarpe e bandiere, a
tirare fuori tutta la voce che avete in corpo ed a ripopolare la Gradinata Est. A dimenticare per
un attimo tutta la delusione e lo sdegno causati da questi ultimi periodi. Un giorno, quando sui
nostri colori torneranno a splendere sole e gloria, tutti insieme potremo guardare negli occhi i
nostri figli o coloro i quali arriveranno dopo di noi sui gradoni del nostro stadio. Potremo dirgli
che c’è stato un tempo in cui tutto suggeriva di mollare, tutto sembrava dover finire. Potremo
dirgli che potevamo farci da parte, ed invece abbiamo lottato, in nome di un amore che non ha
mai conosciuto tempo. Potremo dirgli che se un sentimento è vero, ci devi mettere la faccia e
l’orgoglio per raccoglierlo da sotto le macerie, e non quando si tratta di fare le sfilate. Siamo
sicuri, che sarebbe la più bella delle vittorie…”.