Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina, il saluto all’anno peggiore della sua storia. Altro che centenario

Reggina, il saluto all’anno peggiore della sua storia. Altro che centenario

di Michele Favano – Proiettati verso il futuro con il sogno della realizzazione di un nuovo stadio, di contro la necessità di vivere un presente che oggi vede la Reggina all’ultimo posto nel campionato di Lega Pro e ad un passo dal dilettantismo. Si chiude un anno amarissimo per la società più blasonata della Calabria, travolta da problemi economici che ne hanno messo a rischio l’esistenza, ai quali si sono aggiunti in maniera clamorosa anche quelli tecnici. Il 2014 si è concluso con la settima sconfitta consecutiva che, in virtù di una serie di vittorie delle dirette concorrenti, ha allargato la forbice dalla zona salvezza, mettendo maggiormente a rischio la posizione della compagine di Alberti, in profonda crisi di gioco e risultati. Ha ostentato sicurezza e provato a trasmettere fiducia il massimo dirigente Lillo Foti in occasione dell’ultima conferenza stampa, parlando di interventi certi per irrobustire l’attuale organico con la certezza, a prescindere dal momento, di riuscire a mantenere la categoria. Non mancano le contraddizioni, come spesso accaduto nel corso degli ultimi anni. Per esempio il lancio dell’azionariato popolare per dare forza e futuro alla società, nel tentativo di superare le enormi difficoltà economiche, allo stesso tempo la promessa di un intervento massiccio sulla prossima finestra di calcio mercato. Come? Con quale tipo di investimenti? E poi la ferma convinzione nel post Reggina-Benevento che nessuno si sarebbe mosso da Reggio Calabria fino a raggiungimento di obiettivo, salvo poi perdere pezzi con il trascorrere delle settimane e la sensazione che saranno ancora tanti altri a svestire la casacca amaranto. La situazione è decisamente complicata, la tifoseria è sfiduciata, la paura di un’altra retrocessione è crescente. Facciamo trascorrere e speriamo finisca presto questo 2014, calcisticamente disastroso, attendendo buone nuove già dai primissimi giorni del nuovo anno, ricordando che si scenderà in campo il giorno dell’Epifania e non sarà accettabile farlo, con gli stessi calciatori di adesso.